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Case, scuole e negozi: una banda veneziana non faceva eccezioni

Arrestati dai carabinieri tre predoni. Sono dodici i furti contestati loro, commessi nelle province di Padova, Venezia e Treviso negli ultimi mesi

I carabinieri del comando provinciale di Padova, al termine di un'attività investigativa coordinata dal pubblico ministero Sergio Dini, culminata in un provvedimento cautelare in carcere emessa dal gip Cristina Cavaggion, hanno arrestato alle prime luci dell’alba di martedì tre pregiudicati italiani. Si tratta dei componenti di un sodalizio criminale dedito a furti in appartamenti, edifici pubblici ed esercizi commerciali. Dodici i colpi contestati, messi a segno nelle province di Padova, Treviso e Venezia, tra febbraio e giugno 2015.

GLI ARRESTATI. In manette sono finiti M.B, 37enne, residente a Martellago, B.F.P., 43enne di Chirignago e C.J., 32 anni, residente a Quarto d’Altino. Tutti pluripregiudicati per reati contro il patrimonio.

LE INDAGINI. Le indagini sono iniziate la notte del 30 giugno scorso, quando, alla centrale operativa della compagnia dei carabinieri di Piove di Sacco, è giunta la segnalazione di un furto consumato all’interno della piscina "Aquaria" di piazzale Santa Giustina. I militari della stazione di Legnaro intercettarono e bloccarono, sulla strada statale 516, una Fiat Punto. I tre occupanti furono identificati nei tre pregiudicati veneziani, che, sottoposti a perquisizione, furono trovati in possesso di 600 euro circa in contanti (per lo più in monetine), un flessibile, guanti e materiale per il travisamento (sottocaschi e berrettini). Il denaro rinvenuto risultò effettivamente corrispondere a quello rubato poco prima nella piscina di Piove di Sacco, asportato dalle macchinette per la distribuzione di cibi e bevande scassinate dai tre ladri. Tutto il materiale finì sotto sequestro e i tre pregiudicati furono arrestati in flagranza di reato per furto aggravato in concorso.

TUTTI I COLPI VENIVANO PIANIFICATI. I carabinieri quindi hanno ricostruito i movimenti precedenti alla data dell’arresto dei tre malviventi, scoprendo che tutto era pianificato a puntino. I tre effettuavano sopralluoghi, controllavano le vie di fuga e di possibile ingresso, quindi, nottetempo, penetravano nei vari luoghi finiti nel mirino e razziavano denaro e qualsiasi oggetto di valore che trovavano.

I COLPI NEL PADOVANO. Dodici i colpi contestati. Nella provincia di Padova, sono 5 i furti aggravati messi a segno dal trio di delinquenti: il primo risale al 6 febbraio, quando vennero asportati 1.250 euro (denato e valori bollati) dall'associazione anziani "La torre" di Piove di Sacco; il secondo a Legnaro, il 25 febbraio, ai danni dell'asilo della parocchia "San Biagio", dove vennero rubati 60 euro in contanti; il terzo a Piove, il 13 aprile, nella piscina "Aquaria", furto aggravato di 300 euro in contanti; il quarto a Ponte San Nicolò, il 27 aprile, quando dall'associazione anziani "Pino verde" sparirono 40 euro in contanti; infine, il quinto colpo, nella palestra comunale di Albignasego, da cui vennero sottratti 660 euro e una telecamera digitale, era il 23 giugno.

I COLPI NEL TREVIGIANO. In provincia di Treviso, altri quattro episodi: il 12 febbraio, a Castelfranco Veneto, tentato furto aggravato all'interno dell’associazione sportiva “Tennis Castelfranco; l'8 giugno, a Mogliano Veneto, furto aggravato di denaro e valori bollati per un importo di mille euro, all’interno della casa di riposo “Istituto Costante Gris I.P.A.B. e di 3mila euro in contanti, all’interno della sala giochi “ASD Games”; Il giorno seguente, a Preganziol, furto aggravato di denaro, valori bollati, un tablet e numerosi ricambi meccanici, per un valore di 6.260 euro, all’interno dell’officina meccanica “B.M.T.”.

I COLPI NEL VENEZIANO. Nella provincia veneziana, infine, altri tre colpi attribuiti agli arrestati: il 9 e il 10 giugno, a Mirano, furto aggravato di 45 euro in contanti, all’interno dell’istituto scolastico “Engim Veneto C.F.P.” e di un pc portatile, una stampante e materiale vario per un valore di 2mila euro circa (nonché della tessera personale di riconoscimento di un militare dell’Arma dei carabinieri) all’interno di un’abitazione del centro; il 16 giugno, a Quarto d'Altino, furto aggravato di denaro contante, impiantistica elettronica, pacchi di caffè e liquori vari, per un valore complessivo di 10mila euro circa, all’interno del bar “Astor”.

PESCIVENDOLO A VENEZIA. Durante le fasi di esecuzione dei provvedimenti cautelari sono state eseguite diverse perquisizioni a carico degli indagati. La ricerca ha permesso di rinvenire e sequestrare, in possesso di C.J. di Quarto d'Altino, 5 passamontagna. C.J., inoltre, è risultato l'unico con un impiego: lavorava come pescivendolo nei mercati rionali del Veneziano, dove si recava 4 giorni a settimana con il banco della famiglia. I tre arrestati sono stati accompagnati alla casa circondariale di Venezia, dove restano a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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