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In foto da sx: il rettore Michele Bugliesi; il lancio dei tocchi; Riccardo Donadon, fondatore e amministratore delegato di H-Farm

In foto da sx: il rettore Michele Bugliesi; il lancio dei tocchi; Riccardo Donadon, fondatore e amministratore delegato di H-Farm

Ca' Foscari, cerimonia da record Più di mille in piazza San Marco

1.039 neo dottori, un numero mai visto prima, sabato 8 novembre per il "Laurea day" a Venezia. Debutto del nuovo rettore Michele Bugliesi

Una laurea sotto il segno dell’acqua alta per la cerimonia di proclamazione di ben 1039 laureati dell’Università Ca’ Foscari Venezia (diplomi di laurea triennale, sessione autunnale a.a. 2013/2014) che si è tenuta sabato in Piazza San Marco.

L’alta marea infatti, che era data al culmine nella mattinata, si è mantenuta invece alta fin poco prima dell’inizio della cerimonia, ma la macchina organizzativa è riuscita a fronteggiare l’emergenza metereologica e la cerimonia è cominciata in orario. La cerimonia è stata introdotta dal rettore Michele Bugliesi che per la prima volta ha condotto l’appuntamento ormai tradizionale per l’ateneo veneziano. Ospite del "Laurea day", Riccardo Donadon, fondatore e amministratore delegato di H-Farm.

"Gli studenti sono la ragion d’essere di un ateneo e la nostra sfida è essere all’altezza delle loro aspettative, avendo dato loro una formazione adeguata. Vogliamo continuare a rendere l’università un luogo di crescita culturale, un luogo che vi faccia appassionare alla materia che avete scelto e vi faccia cogliere tutte le pieghe di una disciplina - ha detto il neo rettore - un altro elemento su cui è importante intensificare l’azione, sono le soft skills, le competenze che travalicano le discipline, raccordando i saperi tra loro, dando la capacità di fornire soluzioni, e non solo di adattarsi alle novità del futuro che dovrete affrontare, ma mettendovi in condizione di determinare il futuro".

Dopo il saluto di Sergio Pomponio, subcommissario prefettizio del comune di Venezia, dal palco ha rivolto il proprio saluto e augurio ai neo dottori Riccardo Donadon: "Sono qui per cercare di trasferirvi l’entusiasmo che ho messo nelle mie iniziative. Voi siete la generazione più fortunata perché negli ultimi 10/15 anni avete utilizzato internet in modo nativo, senza sforzo e questo vi darà più possibilità nel mondo del lavoro. In questo momento di crisi con cambi di paradigma fortissimi, voi dovete utilizzare tutte le vostre conoscenze per entrare nel mondo del lavoro. Approfondite le tecnologie e i cambiamenti, cercate di cogliere le opportunità. Vi auguro uno splendido futuro".

Come di consueto durante la cerimonia hanno tenuto un discorso davanti alla platea la miglior studentessa italiana della sessione, Lucia Zanatta, e la miglior studentessa straniera, Yin Alessandra. "Esame dopo esame, il giorno della laurea è finalmente arrivato e se ripenso al percorso che abbiamo fatto, un paragone sorge spontaneo: questi tre anni sono per me come un bilancio chiuso con un utile, una nuova ricchezza che ognuno di noi ha generato in modo personale grazie alla sua avventura universitaria, e che ora va reinvestito nei nostri nuovi progetti e sfide per il futuro - detto Lucia Zanatta - Ca’ Foscari ci ha offerto un ambiente dinamico e all’avanguardia dove cogliere, oltre alle opportunità di apprendimento quotidiane, numerose occasioni per metterci in gioco".

A parlare anche Alessandra Yin: "Mi piace pensare che io e molti miei coetanei siamo il frutto della globalizzazione, un incontro di civiltà e culture diverse. Basti pensare al mio nome: un nome italiano accompagnato da un cognome esotico, che è stato storpiato così tante volte che mi è impossibile tenere il conto. Ho deciso di iscrivermi all'Università Ca' Foscari con l' intenzione di recuperare le mie radici, le mie origini. Avere il volto cinese, ma essere cresciuta in Italia ha comportato un vuoto, il tassello mancante di un puzzle. Ringrazio quindi l'Università Ca' Foscari e i professori perché sono stati gli strumenti per conoscere la storia, la letteratura e la cultura millenaria cinese in generale.  L'università è un trampolino di lancio, un punto di partenza. 'Faber est quisque fortunae suae', ognuno di noi è fabbro, artefice del proprio futuro".

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