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Francesco Cagnin

Francesco Cagnin

Francesco, dottore "virtuale": si laurea in videoconferenza da casa

Le sessioni di laurea, nonostante l'emergenza per il coronavirus, non si fermano ma cambiano modalità. L'esperienza di un 24enne di Noale: «Discussione poco stressante, ma c'è stata un po' di delusione»

Quella alle sue spalle è una delle pareti esterne di casa sua, a Noale. Non è la facciata o l'esterno dell'ateneo, classiche scenografie degli scatti di rito dopo aver portato a termine la discussione di laurea. In questa foto sono passati pochi minuti dalla proclamazione, avvenuta in videconferenza per l'emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese. Lui è Francesco, ha 24 anni, risiede a Noale e da venerdì 6 marzo è dottore in Scienze e Tecnologie per l'Ambiente. Un titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Padova, nonostante la discussione tanto attesa sia avvenuta direttamente nello studio della propria abitazione, davanti allo schermo di un computer. Una circostanza strana, alla quale da qualche giorno a questa parte siamo abituati.

Giovane di Noale laureato in videoconferenza

Chi ci è passato lo sa bene cosa si provi nelle settimane che precedono il gran giorno, quello in cui ci si può vantare di aver portato l'alloro sulla testa per qualche ora. Ma per Francesco, così come per altre centinaia di studenti in giro per l'Italia, l'attesa è stata differente. «Quando ho saputo che mi sarei laureato per via telematica - mi ha raccontato - ho pensato "finalmente, ma non potevano avvisarmi un poco prima?". Non vedevo l'ora di festeggiare il mio traguardo. Ma l'attesa è stata a tratti snervante, a causa della continua posticipazione degli eventi a data da destinarsi».

La delusione della proclamazione virtuale

La discussione, effettuata attraverso la piattaforma per webinar Zoom, è filata liscia, nonostante la sacralità del momento sia venuta inevitabilmente a mancare. Per lo meno nel momento della proclamazione. «La discussione è stata diversa, ma logisticamente facile e quindi poco stressante, - mi ha spiegato Francesco - ma di certo c'è un po' di delusione per non essere stato proclamato dottore da una commissione "fisica". Dopo anni di fatiche, raggiungere un traguardo così importante come la laurea in questo modo, senza l'affetto dei propri cari, è stato sicuramente deludente». A sostenerlo durante tutto l'arco della discussione ci sono stati ad ogni modo la sua ragazza, Marika, e la sorella, Nadia.

A quanto mi ha raccontato Francesco, la commissione di laurea ha cercato di sdrammatizzare sin dal principio la situazione, per mettere a proprio agio i laureandi, sei in tutto, evitando di caricarli di ulteriore tensione. Sono stati gli stessi docenti, al termine della proclamazione, a sostituire i classici applausi del pubblico di parenti e amici. Un modo come un altro per rendere giustizia ad un momento di innegabile soddisfazione personale per i giovani neo-laureati.

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