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«Difendiamo il lavoro»: manifestazione degli addetti del porto

Chiedono scavi e modifiche al Mose: gli interventi necessari per dare garanzie al settore della crocieristica

Ancora una volta i lavoratori del porto turistico manifestano chiedendo attenzione al tema della crocieristica. L'iniziativa si è svolta tra le 8 e le 9 di oggi a piazzale Roma, a Venezia, ed è stata indetta dal Comitato Venezia Lavora con il sostegno dei sindacati di categoria. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti parlano di «emergenza» per i lavoratori, «che sono disoccupati da febbraio 2020». Stamattina c'erano un centinaio di persone tra cui, come nelle altre occasioni, dei rappresentanti dell'amministrazione comunale che appoggia l'iniziativa: il vicesindaco Tomaello, l'assessore Venturini e la consigliera Onisto.

Incontro con il governatore

Verso le 9.30 una delegazione (Vladimiro Tommasini e Marco Gorin, rispettivamente presidente e vice del comitato) è stata ricevuta dal presidente della Regione, Luca Zaia. «Il presidente ci ha ascoltato - riferiscono - ci ha espresso la sua vicinanza e ci ha assicurato che al Comitatone di lunedì 21 dicembre porterà le nostre istanze e farà di tutto perché il porto riparta e che si trovi in tempi brevi una soluzione definitiva».

Soluzioni per il porto

In particolare, i promotori chiedono una serie di interventi su cui si sono accumulati ritardi, tra cui la manutenzione dei canali e soluzioni alle conche di navigazione per rendere combatibili l'attività del Mose e l'operatività del porto. Inoltre, scrivono Renzo Varagnolo per Filt Cgil, Marino De Terlizzi per Fit Cisl e  Andrea D'Addio per Uiltrasporti, «occorre formulare degli scenari percorribili per la continuità operativa del porto» per «intercettare il mercato crocieristico internazionale al termine della pandemia»: insomma, una pianificazione in vista della partenza della prossima stagione.

Le decisioni del Comitatone

Venturini ha ribadito la necessità di «difendere il porto e il settore della crocieristica, bloccate da ormai un anno di inattività per la pandemia e che spesso restano esclusi da ogni forma di sostegno e ristoro». Inoltre «bisogna dare concretezza a quanto stabilito nel Comitatone di tre anni fa: dal canale dei Petroli, al passaggio delle navi più grandi a Marghera, agli scavi nel canale Vittorio Emanuele e agli arrivi in Marittima delle navi medio piccole». Per Tomaello, «ha una grande importanza vedere questa unità d'intenti e questo segnale oggi qui dai lavoratori. Auspichiamo chiarezza anche a più alti livelli istituzionali».


 

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