Cronaca

lavoratori sabotati lasciati soli sull’orlo del baratro

Facciamo presente che se ci fosse uno dei pescatori che si toglie la vita perché ha perso tutto, riterremo responsabili in base art 580 del c.p. tutti gli organi competenti che pur potendo e dovendo hanno omesso qualsiasi intervento riparatore.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l'altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l'esecuzione, è punito: art. 580 c.p. Oltre che con un'azione, la determinazione ed il rafforzamento del proposito di suicidio può commettersi anche attraverso un'omissione.

I venti pescatori di Chioggia, dopo l'aver manifestato l'ingiustizia subita inscenando un funerale, dopo essersi incatenati alla base della colonna del leone in piazza San Marco a Venezia, dopo aver cercato in ogni modo un contatto con le istituzioni, denunciano l'omissione delle stesse. Le perizie presentate nei mesi scorsi agli enti competenti parlano chiaro, la moria di vongole è dovuta ai lavori di scavo compiuti in laguna nei mesi di giugno, luglio e agosto dello scorso anno. I pescatori sono parte lesa, ma, né dal magistrato alle acque né dalla Provincia è arrivato nessun cenno per eventuali risarcimenti o almeno una moratoria sui canoni di concessione del braccio di laguna danneggiato. Se entro il prossimo 4 aprile i pescatori non verseranno alle banche i canoni si vedranno raggiunti da azioni di riscossione forzata. Lo Stato, rappresentato dalla Provincia di Venezia e dalla Regione, da una parte causa dei guai di questi pescatori e dall'altra chiamate a rappresentare diritti e tutela di questi lavoratori danneggiati, sembrano sorde alle istanze dei lavoratori del mare. Marco Paccagnella, presidente nazionale Federcontribuenti - tutti i tentativi per avere un incontro con le istituzioni coinvolte al fine di risolvere concretamente questa ingiustizia sono stati inutili. Queste persone son state sabotate, eppure, nessuna voce istituzionale si è levata in loro difesa. Parliamo con loro quotidianamente e dalla rabbia in molti son passati alla disperazione temendo di perdere quel poco che hanno, un tetto sulla testa. Gli vien chiesto di pagare per qualcosa che non hanno più, un lavoro. Facciamo presente che se ci fosse uno dei pescatori che si toglie la vita perché ha perso tutto, riterremo responsabili in base art 580 del c.p. tutti gli organi competenti che pur potendo e dovendo hanno omesso qualsiasi intervento riparatore. Chiediamo l'immediata sospensione della escussione delle fideiussioni fatte presentare a garanzia delle concessioni diventate inservibili. E l'apertura urgente di un tavolo di confronto che prosegua ad oltranza fino alla risoluzione e ripresa della produzione dei molluschi di cui vivono le 70 famiglie.

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