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Bambini con disordini cognitivi, uno "spazio" per farli crescere

Sono stati presentati martedì mattina gli interventi nella scuola elementare Renier di Dorsoduro, frequentata da due alunni con disabilità psichiche

Lo spazio come momento di crescita, da ripensare e valorizzare per favorire una didattica più libera e inclusiva. È questa la filosofia alla base del progetto realizzato dalla direzione lavori pubblici nella scuola elementare Renier Michiel, a Dorsoduro, nell'ambito del progetto Eba, "Eliminazione barriere architettoniche". Gli interventi, progettati per venire incontro alle esigenze di due bambini con disabilità cognitiva, sono stati presentati martedì mattina dall'assessore comunale ai lavori pubblici Francesca Zaccariotto, insieme a Francesca Pinto e Martina Busetto per l'ufficio Eba.

Sulla parete di fondo di un'aula che ospita una classe terza è stata realizzata una casetta in legno di forma cubica, con tanto di “terrazza” delimitata da pareti in plexiglass, in cui ogni bambino, dopo aver chiesto il permesso alla maestra, può trovare lo spazio ideale per fare una pausa e stare un po' da solo senza dover uscire dalla classe. Una specie di "angolo-rifugio" in cui stare tranquilli per un po', grazie anche ai materiali fono impedenti che attutiscono i rumori, e alle piccole finestrelle da cui la luce esterna arriva smorzata.

Un secondo intervento ha interessato la pavimentazione del corridoio che porta alla classe, rivestito in pvc colorato, materiale facilmente lavabile perché privo di “fughe” e che garantisce un buon abbattimento acustico. Sul pavimento spiccano “bolli” di varie dimensioni e colori, che trasformano il corridoio da semplice spazio di attraversamento a spazio ludico  che gli insegnanti possono utilizzare anche per percorsi di psicomotricità.

“In una scuola - ha spiegato Martina Busetto - le barriere architettoniche si possono eliminare anche migliorando la qualità degli spazi, in accordo anche con le linee guida per l'edilizia scolastica emanate dal Ministero dell'Istruzione nel 2013”. La casetta, molto apprezzata dai bambini, può essere utilizzata da tutti anche per la lettura o per lavori di gruppo. “Inserire uno spazio speciale come quello della casetta all'interno del  contesto quotidiano di una classe - ha commentato l'assessore Zaccariotto - è il modo migliore per imparare a guardare alla disabilità come ad un'opportunità e non come un limite. Il prototipo realizzato, che è smontabile, mi auguro possa essere utilizzato in altri contesti”.

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