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Foto d'archivio

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Lavoro nero e manodopera clandestina, 6 aziende chiuse in provincia. 15 denunce

I carabinieri hanno riscontrato una lunga serie di violazioni alle norme su lavoro e sicurezza. Sospesa un'attività a conduzione cinese di Martellago. Sanzioni per 85mila euro

Aziende in cui la sicurezza e il rispetto delle norme erano un miraggio: sei in tutto quelle chiuse nei giorni scorsi dai carabinieri del nucleo ispettorato lavoro di Venezia, coordinati dalla direzione territoriale del lavoro, in collaborazione con i militari dell’Arma locale. L'ultimo blitz in ordine cronologico è andato in scena a Olmo di Martellago, dove è stata effettuata un'ispezione in una ditta di confezionamento di capi d’abbigliamento gestita un cittadino di nazionalità cinese.

All'interno erano impiegati otto lavoratori in nero, di cui due clandestini, su nove operai totali. La ditta è risultata poi sprovvista di un sistema antincendio, della certificazione di idoneità dell’impianto elettrico e della formazione sulla sicurezza al personale dipendente. Gli impiegati, inoltre, erano privi dei dispositivi di protezione individuale. Il titolare è stato quindi denunciato per l’impiego di manodopera clandestina e per le violazioni in materia di sicurezza, infine è stato adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

L'operazione è inquadrata in una attività complessiva che negli ultimi tempi ha portato alla denuncia in stato di libertà di altri 14 imprenditori, tutti per violazioni in materia di sicurezza, salute e igiene sui luoghi di lavoro, con l’adozione della sospensione dell’attività imprenditoriale nei confronti di 6 aziende, il controllo di 25 lavoratori (di cui 2 clandestini e 10 in nero) e la contestazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo di 85mila euro.

Cgil commenta così le operazioni: "La nostra preoccupazione aumenta di fronte a questi episodi, innanzitutto riguardo il trattamento degli esseri umani, costretti in schiavitù, in una società civile e moderna come quella dei nostri territori. Ci chiediamo come esistano qui sistemi che tengono appositamente persone senza permessi, senza documenti, praticamente senza identità, a lavorare per alimentare la grande distribuzione. Senza contare che il lavoro nero, oltre a danneggiare il lavoratore, devasta le casse dello stato e impoverisce l’intera economia e il sistema industriale. Ma il vero problema è l’omertà che circonda e favorisce queste attività illecite. Ricordiamo che come Filctem Cgil Venezia abbiamo da tempo istituito un numero verde, dov’è possibile segnalare abusi, mantenendo l’anonimato: 041 5491244".

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