Brutta aria a Venezia, la città precipita nella classifica redatta da Legambiente

La qualità dell'atmosfera peggiora considerevolmente soprattutto per l'alta presenza di polveri sottili e di biossido di azoto: la città è al novantesimo posto su 104 comuni italiani

Inquinamento, Venezia si piazza tra gli ultimi posti in Italia. E il dato che preoccupa di più è quello che riguarda la qualità dell'aria: la città lagunare figura al 90° posto, su un totale di 104 centri urbani presi in considerazione, nella classifica stilata ogni anno da Legambiente e pubblicata da Il Sole 24. Il motivo? L'alta concentrazione di Pm10, le famigerate polveri sottili. Anche l'anno precedente non eravamo messi bene (nel 2014 Venezia era al 64° posto in classifica), ma evidentemente negli ultimi 12 mesi c'è stato un sensibile peggioramento.

Altri dati non proprio incoraggianti riguardano le emissioni pericolose di biossido d’azoto nell’aria (anche qui si scende dal 59° dal 77° posto) e il superamento dei limiti di sicurezza dell’ozono nell’aria (dal 62° all’81°). Da considerare, rileva La Nuova Venezia, che per le polveri sottili non sarebbero calcolate quelle emesse da imbarcazioni - quindi vaporetti, navi da crociera, taxi - e che quindi la situazione potrebbe essere anche peggiore di così.

Considerando tutti gli indicatori ambientali presi in considerazione nel rapporto, comunque, Venezia si colloca al 50° posto. A risollevare le sorti della città, secondo Legambiente, sarebbe il settore dei trasporti, che ci vede primeggiare (naturalmente) per l'ampiezza della superficie dedicata al traffico pedonale e per la qualità del trasporto pubblico. Abbastanza bene anche il dato sulle piste ciclabili, che ci vede mantenere il 24° posto grazie ai percorsi presenti in terraferma, e quello sugli incidenti stradali, dove figuriamo in quattordicesima posizione (ma l'anno prima eravamo in settima).

Leggero miglioramento nella classifica della dispersione idrica (dal 59° al 47° posto), mentre va peggio il consumo d’acqua pro capite: dal numero 59 all'80, con quasi 170 litri al giorno per abitante (ma di mezzo ci sono anche i turisti); peggiora anche il dato sulla raccolta dei rifiuti solidi urbani: dall’86° all’87° posto, con oltre 623 chili per abitante ogni anno. Anche in questo caso, però, è determinante il contributo dei visitatori. La raccolta differenziata non decolla, con Venezia che scende dal 43° al 45° posto in classifica. Molto male, infine, il dato sui consumi domestici legati all’uso di energie rinnovabili: si scende dal 74° al 91° posto.

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