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Rapporto Legambiente, la Venezia - Portogruaro è una "linea infernale"

Nella lista delle peggiori tratte ferroviare in Italia secondo i pendolari, quella del Veneto orientale è tra le prime dieci. Tagli e disservizi, "È l'eredità di Chisso"

Tagli alle corse, treni soppressi, carrozze vecchie e sovraffollate. È la desolante situazione disegnata dal dossier di Legambiente sulle linee peggiori d'Italia, che sarà diffuso la settimana prossima e di cui alcuni dati sono già stati anticipati. L'occasione è l'apertura della campagna “Pendolaria”, iniziativa che censisce le peggiori linee ferroviarie selezionate sulla base di situazioni oggettive e proteste da parte dei pendolari.

Accade in tutto il Paese, ma in particolare, secondo Legambiente, nelle 10 linee ferroviarie peggiori: Roma Termini-Ciampino-Castelli Romani, la Circumflegrea, la Bergamo-Milano, la Siracusa-Ragusa-Gela la Catanzaro-Lido-Lamezia Terme, la Salerno-Potenza, la Campobasso-Isernia-Roma ed appunto la Portogruaro-Venezia. La lista dei disservizi riscontrati è incredibile: treni affollati, lenti, spesso in ritardo. Ed ancora treni soppressi, guasti improvvisi, senza contare i problemi di circolazione legati spesso al binario unico che causano ulteriori ritardi.

La tratta veneta, con un tracciato di 62 chilometri, è stata segnalata da un gran numero di pendolari in particolar modo perché c'è stato nel corso degli anni una continua diminuzione dell'offerta del servizio per gli utenti. L'ultima corsa parte troppo presto, la prima troppo tardi, ampie fasce orarie sono sprovviste di treni. "Abbiamo sempre denunciato come il lavoro di Chisso sia stato a favore delle strade e del cemento e non del trasporto pubblico - dichiara Andrea Ragona, responsabile mobilità di Legambiente Veneto - Ora la neo assessore Elena Donazzan deve recuperare i danni. Si può fare solo investendo sul trasporto pubblico".
 
Legambiente evidenzia come la situazione sia sempre più difficile per quei tre milioni di cittadini che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare o per gli studenti per raggiungere scuole e università, a causa di treni troppo spesso vecchi, lenti e in ritardo. Criticità a cui si è regolarmente accompagnato un aumento delle tariffe: in Veneto, dal 2010, un’impennata di circa il 15% a fronte di una riduzione della prestazione dei collegamenti del 3,35%.

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