«Io, aggredito senza motivo dai carabinieri». Ma dall'Arma negano: «Il video lo smentisce»

Un attivista del Morion ha denunciato di essere stato ferito durante un controllo. I carabinieri hanno trasmesso in procura un video che dimostrerebbe che ha inventato tutto. Indagini in corso sull'episodio

«La scorsa notte, mentre tre attivisti/e del Laboratorio Occupato Morion facevano ritorno a casa alla Giudecca, sono stati aggrediti da due carabinieri. Mentre scendevano dal battello, i due militari li hanno sentiti parlare dei fatti di Piacenza, hanno deciso di scendere dal mezzo e di inseguire minacciando il primo ragazzo, che nel frattempo continuava a dirigersi verso casa. È a questo punto che, inspiegabilmente, uno dei due carabinieri ha estratto il manganello e ha colpito alle spalle l’attivista del Morion». Comincia con queste parole il comunicato diffuso dagli attivisti del Morion, firmato anche da J.P., colui che racconta di essere stato vittima di un'aggressione. Un episodio che, dal comando di Venezia, l'Arma ha subito negato, aggiungendo di essere in possesso di un filmato che ha immortalato quegli attimi e che smentirebbe le parole di J.P.

Secondo gli attivisti, quello inferto a J.P. col manganello è stato «un colpo a tradimento, senza alcuna giustificazione, che testimonia il senso di onnipotenza e impunità che anima le forze dell’ordine - si legge nel comunicato -. Durante l'attacco, la telecamera di ordinanza del carabiniere che ha colpito Jacopo era accesa, e da lì sarà possibile trarre conferma di questa testimonianza. Un atto di questa natura non può passare sotto silenzio: è un episodio di una gravità incommensurabile». J.P. insieme al comunicato ha diffuso un referto medico, emesso dal pronto soccorso, che segnala un trauma contusivo dorsale, con prognosi di 4 giorni.

A fare chiarezza sui fatti, adesso, ci penserà la procura, alla quale i carabinieri hanno inviato il video che smentirebbe la versione di J.P., segnalando anche gli altri due attivisti che erano con lui. «Gli stessi, già conosciuti alle forze dell’ordine per i loro trascorsi, nella zona di Sacca Fisola, a bordo di un battello, alla presenza dei militari hanno espresso frasi di scherno e dileggio nei confronti dell’Arma - si legge in una nota dei carabinieri -. A richiesta di una spiegazione sulla loro condotta, questi si sono allontanati non curanti della richiesta dei militari e a fronte di molteplici inviti a fornire i documenti hanno risposto con ulteriori frasi di scherno, assumendo un atteggiamento di insofferenza e astio». 

A questo punto, i militari hanno cercato di fermare i tre attivisti, frapponendosi sulla loro strada. «All’ennesima richiesta di documenti, uno dei soggetti ha reagito  avvicinandosi in maniera repentina ed anomala ad uno dei militari il quale, con il tonfa in mano, si è messo sulla difensiva per evitare ulteriori conseguenze alla propria persona, o di farsi sottrarre il materiale in dotazione, facendolo quindi allontanare - continua la nota dell'Arma -. I soggetti, per nulla collaborativi, hanno continuato proferendo frasi dal contenuto minaccioso, ovvero che avrebbero attuato delle azioni violente nei confronti del personale operante e della locale caserma. Si sono dati poi alla fuga senza fornire le loro generalità». A questo punto, è scattata la segnalazione in procura, che valuterà la situazione.

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