"Nuova legge sugli alloggi popolari, col limite di 20mila euro annui a Venezia nuovo esodo"

Il professore del Conservatorio, Fabio Mozzatto, ha inviato una lettera appello a sindaco Brugnaro e presidente della Regione Zaia: "Così facendo sparirebbero i ceti medio-bassi"

"Venezia merita un provvedimento di deroga, altrimenti sarà inevitabile un esodo ulteriore rispetto a quello che già c'è". A parlare in una lettera-appello inviata al presidente della Regione, Luca Zaia, e al sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, è Fabio Mozzatto, professore del Conservatorio di Venezia, che ha messo nel mirino la nuova legge regionale sugli alloggi Erp e Ater: "Da quel che apprendo si prevede che chi supera i 20mila euro di Isee entro due anni avrà lo sfratto - scrive il docente - nel frattempo pagherebbe un canone massimo da definire. Con una cifra del genere a Venezia non si acquista nemmeno un magazzino con acqua alta e gli affitti a residenti sono di fatto introvabili in centro storico. Quindi inevitabile sarà l’esodo da Venezia anche per il ceto medio e medio-basso".

"Serve una deroga"

Per questo motivo Mozzatto chiede che dalla Regione o dal governo arrivi un provvedimento di deroga, "una clausola specifica che tenga conto della sua unicità". Un problema che da sociale può farsi anche economico: "Mandare via di casa in due anni chi ha dei risparmi, seppur minimi, o due redditi da mero dipendente - sottolinea il docente - produce anche degli effetti economici controproducenti che, alla fine, impedirebbero a Comune e Ater di restaurare e assegnare nuovi alloggi a chi ne ha bisogno".

"Canoni calmierati"

Le parole di Mozzatto entrano nel dibattito prima dell'approvazione definitiva della legge: "Se degli ipotetici inquilini di mille alloggi a Venezia, anziché avere lo sfratto,  pagassero un affitto adeguato (comunque calmierato) da 500 o 700 euro, i relativi proventi sarebbero, per Comune e Ater, pari 500mila/700mila euro al mese, che consentirebbero di recuperare mensilmente 10/15 appartamenti da assegnare ai nuovi bisognosi, senza mandare in strada e inevitabilmente fuori da Venezia chissà quante famiglie". Spingendosi oltre, in sintesi, il musicista chiede canoni calmierati per gli "ultimi residenti", "perché non si è stati in grado di garantire a Venezia una sufficiente disponibilità di alloggi per residenti nel libero mercato, evitiamo l'ulteriore 'colpo di grazia'", ha concluso. 

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