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Lettera contro maestra elementare "Violenza psicologica sui bimbi"

Sei famiglie firmano una missiva arrivata nelle redazioni locali, descrivendo umiliazioni e vessazioni che durano da anni. Insegnante e preside negano

Una maestra elementare veneziana finisce sotto accusa: come riporta la Nuova Venezia, infatti, lunedì nelle redazioni degli organi di stampa locali è arrivata una lettera di denuncia contro un'insegnante lagunare, accusata di aver tormentato i suoi alunni con vessazioni e umiliazioni, sottoponendoli costantemente ad una violenza psicologica che, anche a distanza di anni, li ha lasciati scossi e traumatizzati. A firmare il foglio sarebbero state sei famiglie, ma sia il preside che la stessa maestra negano ogni cosa.

INCUBO IN CLASSE – Stando a quanto scrivono i genitori nella lettera la donna avrebbe costretto i bambini a vivere in un piccolo regime del terrore e della vergogna: andare in bagno era vietato, tanto che spesso qualche alunno non riusciva a trattenersi e finiva con lo sporcare la biancheria, venendo poi pure preso in giro dai compagni perché puzzava; impossibile anche lasciare l'aula se ci si sentiva poco bene: o il termometro superava la soglia dei 38 gradi, o si restava seduti al proprio posto, persino se si stava lottando contro vomito e diarrea. Nel foglio inviato ai giornali, poi, mamme e papà puntano il dito contro la dirigenza scolastica, colpevole a loro dire di aver sempre saputo cosa accadeva in quella classe ma di non aver mai alzato un dito.

LA DIFESA – Sia il preside che l'insegnante hanno subito levato gli scudi contro queste accuse pesantissime. Il dirigente scolastico, che in realtà è arrivato nell'istituto in questione da appena un anno, nega di aver mai ricevuto qualsiasi tipo di segnalazione in proposito e di aver mai avuto problemi con la maestra in questione, e invita i genitori a raggiungerlo nel suo ufficio per discutere la cosa. Anche la donna accusata nega ogni cosa e, anzi, racconta dei suoi alunni ormai passati alle medie che ancora la vanno a trovare con gioia. Quanto agli episodi segnalati, né il preside né la maestra ne hanno memoria, salvo forse un caso di un bimbo che, malato, voleva rientrare a casa ma che ha aspettato il suono della campanella perché mancavano appena dieci minuti alla fine delle lezioni; il tutto, comunque, sarebbe successo in un'altra classe. Ci sono altri dettagli che non sembrano combaciare, come il fatto che, a quanto riportato nella lettera, alcuni bambini sarebbero stati così esasperati da farsi trasferire, ma nessun alunno sarebbe stato spostato dalla classe della maestra accusata. La missiva di fuoco è stata firmata con i cognomi delle sei famiglie, che però sono comunissimi in laguna, rendendo quindi molto difficile l'identificazione degli autori. E così, nonostante le pesanti denunce, c'è chi pensa si possa trattare solamente di uno scherzo di pessimo gusto.

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