Cronaca

Actv, lettera del direttore Seno: «La situazione è drammatica. Avanti con la riorganizzazione aziendale»  

L'azienda dopo i risultati del referendum. «È il momento di andare al rinnovo dell’integrativo di Actv, Avm e Vela. A settembre ricominciamo le trattative. Nel frattempo continueremo con l’applicazione dell’unilaterale»

A pochi giorni dall'esito del referendum Actv, il direttore generale Giovanni Seno interviene con una lettera aperta. «La situazione è drammatica, con un -50% dei ricavi. Continueremo la riorganizzazione aziendale». Oltre 900 astenuti su 2.555 votanti alla consultazione per il rinnovo degli accordi di secondo livello, il  10 e 11 agosto scorsi. E sui 1.650 partecipanti più di 900 hanno respinto l'ultimo testo per il rinnovo del contratto integrativo. Di fatto la situazione, a oltre 6 mesi di trattativa, è tornata quella di gennaio scorso: scontro dopo la disdetta unilaterale aziendale dell'integrativo.

«Non entro nelle dinamiche sindacali - dice Seno - sono prerogative delle confederazioni, delle segreterie territoriali, della Rsu e dei lavoratori. Prendo atto che, dopo un centinaio di ore di trattativa e due ipotesi di testi di accordo concordate al tavolo sindacale, non è stata confermata la sottoscrizione dell’accordo-ponte. Prendiamo atto di una situazione ormai irrecuperabile: è da gennaio che proviamo a trovare una soluzione ed ora è evidente che non ci siano più le condizioni. È il momento di andare avanti e passare al rinnovo dell’integrativo di Actv, Avm e Vela che era previsto per marzo 2023 e superare la stratificazione di oltre 1.300 accordi diversi fatti negli anni. A settembre ricominciamo le trattative per il nuovo contratto. Nel frattempo continueremo con l’applicazione dell’unilaterale».

«I lavoratori si sono espressi per il No, ed è necessario prenderne atto - commentano il segretario regionale Fit Cisl Marino de Terlizzi e il coordinatore Fit Cisl Aldo Marton - Il testo del documento prevedeva la limitazione dei sub-affidamenti, lo sblocco del ricambio del personale (turn over) l'implementazione degli stagionali a full time. Ora si affronti la complessa situazione in modo serio e costruttivo per il bene di tutti, fermo restando che chi ha sostenuto il No all'ipotesi di accordo ha una grande responsabilità».

«Abbiamo tentato in tutti i modi di evitare questo scenario - prosegue Seno - ma le condizioni attuali indicano questa come unica soluzione. Non basta l’incremento dei visitatori registrato di questi ultimi giorni per risanare una situazione che da più di un anno è difficile». Nei primi sette mesi del 2021, secondo l'azienda, i ricavi sono rimasti al di sotto delle previsioni iniziali e per fine anno la perdita di incassi da titoli di viaggio stimata è del 50% rispetto al 2019. «Già il 2020, a causa del venir meno dei ricavi tariffari connessi alla filiera turistica, aveva portato a un mancato introito da tariffe di circa 86 milioni di euro - afferma Seno -. Conti alla mano: se nel 2019 le entrate sono state pari a 150 milioni, l'anno scuccessivo si sono fermate a 64 milioni e la stima per quest'anno è di 75 milioni. A fronte dei minori introiti (circa 160 milioni di euro in due anni), gli aiuti del governo sono stati finora pari a circa 40 milioni di euro (a cui vanno aggiunti degli ulteriori interventi specifici del Comune di Venezia e della Regione Veneto per altri 10 milioni di euro)».

Il 2020 per l'azienda Avm Actv è stato «un anno di equilibrio, raggiunto grazie all’utilizzo della cassa integrazione e l’avvio di una politica di riduzione di costi. Se andiamo avanti così senza fare nulla, come qualcuno chiede, tra qualche mese porteremo i libri in tribunale, avremo i vaporetti fermi in banchina e gli autobus nei piazzali. Noi siamo responsabili nei confronti dei veneziani, dei lavoratori e delle loro famiglie. Non vogliamo - dice Seno - far pagare le conseguenze di un metodo "anarchico" con cui il sindacato, in evidente scollamento con i lavoratori che evidentemente non rappresenta, sta gestendo questa delicata partita». Il sindaco Luigi Brugnaro, dice il dirigente Seno, ha ribadito il mantenimento in house del servizio e che non ci siano licenziamenti. «Proseguiremo così la riorganizzazione aziendale su ogni settore». Dal tavolo tecnico con Regione e Governo si attende il riconoscimento della copertura del disavanzo di alcune linee, ad esempio il servizio di ferry con il Lido e Pellestrina (8 milioni di euro) e le ore moto delle grandi unità navali.

«Anche noi, però, dobbiamo fare la nostra parte - continua il direttore generale - Serve un sistema meno rigido, moderno dal punto di vista dei mezzi e della loro filosofia di utilizzo, attento alla sostenibilità ambientale, più allineato ai parametri ministeriali e alle altre società di trasporto pubblico in termini di gestione del personale. Non possiamo tollerare i privilegi di pochi, a discapito degli interessi di tutti né disagi agli utenti come riverbero di una battaglia sindacale. Da qui il mio appello ai politici, sindacalisti e cittadini che stanno alimentando polemiche o strumentalizzazioni: così facendo state mettendo a repentaglio le sorti di un'azienda che ha sempre garantito un servizio pubblico all'altezza di una città complessa come Venezia. Se metteremo da parte alcune rendite di posizione, uniti riusciremo a vincere la sfida e a salvaguardare i quasi 3.000 dipendenti».

Il sindacato Usb Lavoro privato ha chiesto di ritornare subito ai tavoli. «Invitiamo l'amministrazione comunale ad ascoltare il malcontento creatosi negli ultimi tempi e a farne tesoro per trasformarlo in qualcosa di positivo - afferma il sindacalista Alberto Cancian - In ballo ci sono posti di lavoro e stipendi. Arrivano sempre più visitatori ma abbiamo servizi totalmente insufficienti a soddisfare il fabbisogno di mobilità in laguna e in terraferma. Si pensi ai residenti, alle persone anziane costrette a farsi decine di minuti ai pontili senza sapere se potranno salire in vaporetto. A Venezia ci sono tante persone non deambulanti o mamme coi passeggini. Il nostro invito è a mantenere la calma e non creare lotte interne fra lavoratori. Usb chiede a sindaco e consiglieri comunali di dare mandato alla propria partecipata Actv di assumere a tempo indeterminato gli stagionali e a coprire il turn over».

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