I rappresentanti dei genitori si scagliano contro il Comune: "Asili nido, sempre peggio"

In una lettera i 28 presidenti dei Consigli di nido critici nei confronti di Ca' Farsetti: "Rapporto tra educatori e bambini spesso insufficiente". La replica: "E' tutto in regola"

Un asilo (archivio)

"Comune, se ci sei batti un colpo". Inizia in questo modo la critica lettera dei 28 presidenti dei Consigli dei nidi comunali di Venezia nei confronti di Ca' Farsetti. Si tratta dei rappresentanti dei genitori, che a suo tempo hanno fatto rete tra le varie strutture e hanno iniziato a battersi, compatti, per difendere i servizi rivolti all'infanzia. Venerdì mattina hanno incontrato il prefetto, Carlo Boffi, per esporre il proprio punto di vista. Il giudizio è netto: "Sembra che i servizi per l'infanzia stiano subendo una lenta ma palese e inarrestabile azione di smantellamento e declassamento - si legge in una lettera - Si sono susseguiti ben 4 incontri alla presenza dell’assessore Romor e della dirigente Grandese: tante parole e promesse fini a se stesse che non hanno ricevuto alcun riscontro nei fatti. La situazione non è migliorata, anzi".

A finire nel mirino soprattutto il rapporto tra il numero di educatori e bambini: "Abbiamo ritenuto necessario richiedere alla Regione l’interpretazione autentica della legge che regola questo rapporto - dichiarano i rappresentanti dei genitori - La risposta conferma i nostri dubbi. Tale rapporto deve essere rispettato durante tutto l’orario di apertura delle strutture, pertanto l’organico e i turni ricoperti devono garantire il rispetto di tale legge sempre e non solo durante le fasce orarie di massima compresenza. Al momento infatti, basandosi su semplice un calcolo matematico, l’amministrazione cercherebbe di garantire il numero minimo di educatrici in relazione al numero di bambini presenti alle 9 di mattina. Questo però è il numero totale di maestre presenti ogni giorno, senza valutare che i turni ricoprono al massimo 6 ore, e l’effettiva compresenza in cui il rapporto numerico viene rispettato è di un paio d’ore in tutto, non rispettando quindi per il resto della giornata la legge regionale, e minando di conseguenza la sicurezza dei bambini. Tutto è stato confermato anche dal Garante dei diritti dei minori, da noi interpellato".

Nel mirino anche gli spostamenti del personale per coprire le assenze. Nell'ultimo mese nel mirino sono finiti almeno tre casi definiti di "effettivo pericolo" nella lettera: "Una maestra con 8 bambini - si scrive - un bambino, arrampicatosi su un termosifone, cade e viene colpito in testa dal copricalorifero poco stabile; quattro maestre con 29 bambini: una bambina si arrampica su staccionata e raggiunge sommità del muretto perimetrale del nido rischiando di fare un volo di 4 metri di altezza; 3 maestre con 35 bambini: 1 bambino in preda a crisi convulsive febbrili. Un’educatrice lo assiste, una chiama i soccorsi, l’altra resta da sola con 34 bambini. Ci auguriamo - si conclude - che l'amministrazione si renda conto una volta per tutte che non si può risparmiare sulla sicurezza dei bambini e si degni di darci riscontro".

LA REPLICA - Non si è fatta mancare la replica dell'assessore alle Politiche educative, Paolo Romor: "Il Comune è in regola con un rapporto numerico pari ad un educatore ogni 6 bambini - dichiara - Basta strumentalizzare politicamente i bambini. In risposta alle infondate affermazioni circa una presunta mancanza di sicurezza nei nidi comunali, ribadisco che il Comune rispetta il rapporto numerico educatore/bambino uno a sei per ogni fascia di età all'interno dei nidi. Si tratta di un rapporto migliore rispetto a quanto previsto dalla norma regionale veneta (1/6 sotto i 12 mesi e 1/8 al di sopra) e dalle altre Regioni. Il rapporto - continua - da sempre viene conteggiato valutando il numero delle maestre, rispetto al totale dei bambini iscritti al nido e prevedendo inoltre un sistema di turni che consenta la massima compresenza nelle ore di maggior frequenza dei bambini. Si tratta di un metodo che non solo rispetta le norme di regolamento e di legge, ma è da sempre verificato, e approvato, dagli uffici della Regione in sede di accreditamento. Non solo: una volta individuato il numero di educatrici conseguente al rapporto 1/6, provvediamo ad inserire un'ulteriore maestra "in sovrannumero" in ogni nido (e due, in più, nei nidi che ospitano 60 iscritti). Gli spostamenti avvengono, quando necessario, proprio utilizzando gli educatori "in più" rispetto ai bambini presenti. Il tutto - conclude - senza neppure conteggiare il personale ausiliario presente in ogni nido anche ai fini della sicurezza. E’ gravissima l’accusa di 'risparmiare sulla sicurezza dei bambini'. Nonostante gli 800 milioni di euro di debito ereditato, il settore dei nidi e delle scuole materne è rimasto totalmente immune da qualsiasi taglio di bilancio. Sui casi evidenziati stiamo già facendo le necessarie verifiche e, se necessario prenderemo eventuali provvedimenti. Ricordo a tutti l’indirizzo mail per avere un contatto diretto: genitori@comune.venezia.it”.

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