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"Noi sulla Iuventa ci siamo stati: ribadiamo stima e ammirazione per quei volontari"

Lettera aperta del Laboratorio Morion per esprimere la propria vicinanza nei confronti degli attivisti di Jungend Rettet: "Si vogliono regolamentare in chiave restrittiva i flussi"

Ai più il nome Iuventa è diventato familiare negli ultimi giorni, dopo l'indagine sulle Organizzazioni non governative impegnate nel soccorso dei migranti nel Mediterraneo che ha portato al sequestro dell'imbarcazione nel porto di Trapani. C'è chi, invece, questa la realtà la conosciuta fino in fondo, e ora la difende a spada tratta. Sono gli attivisti del centro sociale Morion di Venezia, che in una lettera aperta dichiarano il proprio "rispetto, ammirazione e complicità" nei confronti dell'equipaggio della Iuventa, che si compone di "attivisti volontari, giovani universitari che grazie ad una campagna di crowfunding acquistano una nave per andare a salvare vite umane nel mediterraneo, rischiando tutto, rimettendoci del proprio senza chiedere niente in cambio".

Nel febbraio scorso gli uomini della Iuventa erano giunti a Venezia: "La notizia del loro arrivo a Venezia ci è giunta quasi subito - dichiarano dal Laboratorio Morion - non ci ha colto impreparati, forti anche delle esperienze politiche comuni, che, negli ultimi anni, ci hanno portato a manifestare insieme in Europa. Ci siamo conosciuti e ci siamo scambiati idee e pareri, partendo soprattutto dall’aspetto dell’attivismo militante, punto fondante delle nostre esperienze politiche. Le lotte contro le discriminazioni e le battaglie per l’accoglienza degna per noi non hanno confini. Con Jungend Rettet ci accomunano anche le pratiche dell’autofinanziamento e dell’autogestione, slegandosi così dai poteri forti e dalle governance dell’accoglienza".

Dal Morion arriva quindi l'appoggio all'attivitià della Jungend Rettet, che assieme ad altre 6 Ong non ha voluto firmare il codice di condotta presentato dal governo italiano: "Si vogliono regolamentare in chiave restrittiva i flussi migratori, ruolo che non potrà mai essere accettato da organizzazioni non governative votate al rispetto e alla salvaguardia dei diritti umani - concludono gli attivisti veneziani - Da una parte abbiamo fratelli e compagni che si mettono in gioco contro tutti, stati, nazioni, governi, militari, con l’obbiettivo semplice e chiaro di salvare vite umane ad ogni costo. Dall’altra abbiamo l’Europa con i suoi trattati liberticidi, con i suoi muri, l’esercito, la polizia".

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