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Fermata Giardini, 30 aprile 2020

Fermata Giardini, 30 aprile 2020

Un mega tavolo per riorganizzare il trasporto pubblico Actv: «Senza quello si blocca tutto»

Sei sigle sindacali scrivono a presidente e direttore Avm, al prefetto, all'assessore regionale ai Trasporti, all'assessore comunale alle Partecipate e ai segretari sindacali provinciali

«La questione è urgente. Senza una riorganizzazione generale del trasporto pubblico locale nella città metropolitana di Venezia, con la ripresa delle attività sociali e produttive rischia di bloccarsi tutto». A chiedere un mega tavolo di confronto sono 6 sigle sindacali: Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Uil, Ugl Fna, Usb lavoro privato e Faisa Cisal, con una lettera indirizzata a presidente e direttore Avm, al prefetto, all'assessore regionale ai Trasporti, all'assessore comunale alle Partecipate e ai segretari sindacali provinciali. 

Mancati introiti

La crisi sta piegando tutti i sistemi locali di trasporto pubblico cittadino. A Venezia l'emergenza è aggravata dal fatto che ad Actv stanno mancando tutti gli introiti della vendita dei titoli di viaggio derivanti dal turismo. Cifre da capogiro. Oltre al fermo dei passeggeri "ordinari" da circa due mesi in lockdown e i ricavi praticamente azzerati. Le perdite stimate da Actv, su base annua, ammontano a circa 100 milioni di euro. Il governo ha mantenuto inalterato il fondo nazionale trasporti, anticipandone l’80% della cifra e delle mensilità. Actv ha preso provvedimenti eccezionali rimodulando l'organizzazione del servizio sui livelli di servizi essenziali, «ridotti - si legge nella lettera - ulteriormente rispetto ai servizi minimi garantiti. I lavoratori del gruppo Avm, momentaneamente in eccesso, godono per ora degli ammortizzatori sociali, la cui durata è garantita solo per 9 settimane. 

La sicurezza

Le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali Asstra, Anav, Agens, e le istituzioni locali, hanno chiesto al governo una serie di interventi straordinari mirati e immediati per evitare pesanti ricadute sui livelli occupazionali, sulla tenuta del servizio e sulla gestione economica delle imprese di trasporto, al fine di evitare il default. Nei prossimi giorni si prospetta la riapertura di una parte cospicua delle attività produttive mentre in realtà, «già in questi giorni di parziale riapertura, si è potuto sperimentare, nelle ore di punta del pendolarismo, il mancato rispetto del distanziamento tra i passeggeri e il relativo affollamento sui mezzi, sia per terra che per mare in alcune tratte sensibili. Non è accettabile. La miscela è esplosiva». 

Le tensioni

«L’aumento dei servizi, annunciato e predisposto da Actv per la ripartenza del 4 maggio, risulta a noi del tutto insufficiente a mantenere il diritto alla mobilità e la sicurezza contenuti nel dpcm - dicono i sindacati -. Sembra che azienda e amministrazione tendano a guardare solo ai bilanci. Temiamo problemi di ordine pubblico», continuano e chiedono al prefetto di farsi promotore di un incontro con tutti gli Enti per cercare soluzioni idonee».

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