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Bevilacqua La Masa, lettera a Franceschini: "Si salvaguardi un patrimonio nazionale"

Dopo che la Giunta ha approvato la cancellazione della Fondazione, si è creato grande trambusto. Zoggia, Martella, Mognato e Murer chiedono l'intervento del ministro

"Caro Ministro, sottoponiamo alla tua cortese attenzione la questione concernente la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia". Con queste parole, nella giornata di giovedì, gli onorevoli Davide Zoggia, Andrea Martella, Michele Mognato e Delia Murer hanno introdotto una lettera indirizzata al ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini, in merito ai tagli e alla paventata cancellazione di quella che, nell'ultimo secolo, si è imposta come punto di riferimento culturale non solo in laguna, ma a livello nazionale. Vera e propria fucina di giovani talenti.

Tagli che rischiano di essere dannosi per la città. "La vicenda che riguarda suddetta Fondazione - scrivono - assume i caratteri dell’inverosimile considerato che il sindaco Brugnaro ha perfino avocato a sé la delega alla cultura e ha deciso di sciogliere anche il centro maree e quello per la conservazione della gondola. Va detto - specificano - che in termini di risparmi si tratta di cifre irrisorie mentre ad essere colpita è l’identità di una città che rischia di impoverirsi in maniera irreversibile. Riteniamo che Venezia non possa vivere in una ottica esclusivamente turisticentrica". La richiesta al ministro Franceschini è quella di prendere una posizione, per salvaguardare un patrimonio "che appartiene non solo alla città di Venezia, ma anche al patrimonio culturale nazionale".

Nel frattempo, l'assessore alle società partecipate del Comune di Venezia, Michele Zuin, getta acqua sul fuoco. "Sono apparse sulla stampa locale alcune interpretazioni imprecise, a commento della decisione assunta dalla Giunta di svolgere in futuro 'direttamente' alcune attività, attualmente esercitate da organismi strumentali, le 'istituzioni'. Le preoccupazioni maggiori, in proposito, si sono appuntate sulla Bevilacqua La Masa, nel timore, da un lato, che abbia ad essere soppressa quest'opera prestigiosa a livello internazionale, che da oltre un secolo promuove l'arte contemporanea, e dall'altro, che in conseguenza di ciò qualche erede possa far valere il mancato rispetto delle disposizioni testamentarie della Duchessa Bevilacqua, che ha lasciato Ca' Pesaro al Comune di Venezia, rivendicando la restituzione del Palazzo".

I chiarimenti. "In origine e per molti anni, dopo aver accettato il legato oneroso disposto da Felicita Bevilacqua la Masa, il Comune di Venezia ha gestito direttamente e con proprio personale le tante iniziative espositive e le altre attività destinate a vantaggio dei giovani artisti. Un Consiglio di vigilanza, presieduto da un assessore delegato dal sindaco, sovraintendeva tutti i lavori. A seguito dell'entrata in vigore della legge 142/1990 il consiglio di vigilanza, d'intesa con il Comune, ha poi optato per la forma dell'Istituzione".

"Il sostegno e la promozione dei giovani artisti - ha concluso - sono continuati negli anni a prescindere dalla configurazione giuridica assunta nel tempo da Bevilacqua La Masa e, non si intravede alcun impedimento che possa portare alla perdita del legato testamentario, se le stesse attività vengono espletate direttamente da una direzione del Comune. Aggiungo che, non è di certo nostra intenzione disperdere in futuro un così grande patrimonio".
     
 

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