Cronaca

Interrotta la lezione della Marina militare. Il rettore risponde ai manifestanti: «Incivili»

Irruzione a sorpresa degli attivisti del collettivo Li.S.C, che stamattina si sono presentati con striscione e megafono a Ca' Dolfin. Bugliesi: «L'ateneo valuterà quali azioni intraprendere»

Lezione bloccata a Venezia con un'azione di protesta messa in atto dagli studenti del collettivo universitario Li.S.C: è successo stamattina a Venezia, nel corso della conferenza/convegno "La Marina militare quale interprete degli interessi nazionali nell'attuale contesto geopolitico", programmata alle 11 nell'aula magna di Ca' Dolfin, una delle sedi di Ca' Foscari. «Nelle nostre aule - hanno spiegato gli attivisti - non può esserci spazio per nazionalismi, confini e armi: fuori l'esercito dalle università». Più tardi l'ateneo ha criticato con forza l'irruzione, definendo i promotori «intolleranti e incivili».

Protesta contro il governo

Per i componenti del collettivo, «il diritto allo studio non è conciliabile con le prerogative della cosiddetta “educazione militare”, che fa dell’abnegazione e della cieca obbedienza valori fondativi». Da settembre, spiegano, è «la seconda volta che Ca’ Foscari ospita membri dell’esercito. Quale punto di contatto ha trovato tra due realtà apparentemente così distanti?». Per i manifestanti, lo scopo è «allinearsi alle direttive del nuovo governo. Non dimentichiamoci che questa è la legislatura da cui sono partite proposte come quelle di reintrodurre la naja o di concedere CFU in cambio di 6 mesi di leva».

La replica del rettore

«L'irruzione è l'ennesimo episodio di intolleranza e inciviltà di pochi - commenta il rettore Michele Bugliesi - nei confronti delle decine di studenti che si sono iscritti alla conferenza con l'interesse di seguirla e a cui è stato impedito di partecipare. Quello a cui abbiamo assistito oggi è un atto di violenza che ha determinato una interruzione di servizio pubblico nel nome di una libertà di espressione che evidentemente vale solo per loro. L’università si riserva di intraprendere nei confronti dei responsabili tutte le azioni del caso nelle sedi opportune e di agire a tutela dell’interesse pubblico affinché episodi come questo non si ripetano più in futuro».

Donazzan: «Responsabili siano denunciati»

Critica anche l'assessore all'Istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan: «Un gruppuscolo di facinorosi non può permettersi di imporre le proprie illogiche e improbabili motivazioni: Ca’ Foscari è stata presa in ostaggio, una mancanza di rispetto nei confronti dell’istituzione, della nostra Marina Militare e di un suo autorevole rappresentante, al quale ho telefonato porgendogli le mie scuse. Altro che fuori i militari dalle università: fuori i centri sociali dall’università. Spero che i responsabili di questo vile gesto vengano presto identificati e denunciati: la libera università italiana non può subire questa violenza».

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