"Liberate Cona", la protesta anti profughi raggiunge la prefettura

Poco più di una trentina di manifestanti, accompagnati dal sindaco, martedì hanno incontrato il prefetto Domenico Cuttaia: "Vergognoso"

Erano poco più di una trentina, ma parametrati rispetto al numero di abitanti avrebbero potuto benissimo essere un centinaio. Sono gli abitanti della frazione di Conetta di Cona, che hanno manifestato tutto il proprio dissenso di fronte alla decisione della prefettura di trasferire più di cento profughi all'interno dell'ex base militare del paese veneziano. Da ormai un paio di settimane sono arrivati i primi migranti, e lo scontento ha indotto alcuni cittadini a formare un comitato per chiedere la "liberazione di Cona". Uno slogan che è tornato a più riprese martedì pomeriggio, quando i manifestanti hanno raggiunto la prefettura di Venezia.

"Questa politica di ospitalità è allo sbando - ha spiegato un cittadino - questi sono tutti giovani di vent'anni che non sanno nemmeno dove sono. Ma hanno anche degli istinti, mia nipote per strada non la posso lasciare". Il sindaco Alberto Panfilio, che ha accompagnato il gruppo di manifestanti e poi con loro è stato ricevuto dal prefetto Domenico Cuttaia, secondo cui senza la collaborazione degli altri sindaci Ca' Corner è stata "costretta a ospitarli dove si è trovato posto". Quindi in una frazione da 197 anime. "Cona ha pochi voti e quindi è sacrificabile - ha continuato Panfilio - Si parla tanto di città metropolitana, ma io sono un sindaco della città metropolitana e Cona fa parte della città metropolitana. Ma la solidarietà di questa realtà dov'è?".

Intanto mercoledì il primo cittadino chiede che la cittadinanza scenda in piazza per confermare la fiducia nel loro rappresentante, altrimenti si profilano le dimissioni: "Non ho nessuna intenzione di rimanere con il cerino in mano", conferma il sindaco. 

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