menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Arriva il conto per i libri di testo: un quinto dello stipendio se ne va

Miozzi (presidente MC): "Andando avanti così molte famiglie non potranno più garantire il diritto allo studio ai propri figli". Il Movimento Consumatori di Venezia ha monitorato i costi dei testi in 12 istituti del centro storico e della terraferma

 

Dopo le vacanze estive, puntuale e sgradita, sta per arrivare come sempre la stangata di settembre. E per il bilancio di molte famiglie veneziane una delle voci più impattanti sarà ovviamente la scuola: materiale, accessori ma, soprattutto, libri. Secondo una indagine del Movimento Consumatori che ha monitorato 12 istituti superiori fra terraferma e centro storico, in media un quinto del reddito dovrà essere accantonato per acquistare i testi scolastici. La spesa più onerosa spetta ai genitori che devono iscrivere il proprio figlio (o i propri figli) al primo anno e in particolare al liceo classico. Ma anche alla fine del biennio, quindi al terzo anno, l’acquisto risulta alquanto impegnativo. L’indagine del Movimento Consumatori rivela che spesso la spesa per i testi scolastici è superiore al tetto massimo fissato dal Ministero. Non solo. Troppe volte nel programma vengono inserite le nuove edizioni, che impediscono dunque allo studente di inseguire il risparmio con lo scambio di libri usati.
 
I costi dei libri sono stati ricavati dai siti delle singole scuole superiori. Per comodità s’è scelta una sezione, la A, è dunque possibile che i costi varino da sezione a sezione anche se i discostamenti sono minimi e non significativi. Per quanto riguarda l’istruzione tecnica e professionale, si sono presi in esame alcuni indirizzi che non andiamo a specificare, perché è un dato secondario rispetto ai fini dell’indagine. I prezzi comprendono solo i testi obbligatori e non quelli consigliati né i vocabolari/dizionari. Nella tabella che trovate allegata abbiamo inserito una seconda colonna nella quale indichiamo quanti sono i libri di nuova adozione.
 
I licei classici monitorati (Franchetti di Mestre e Marco Polo di Venezia) costringono a una spesa media (ovvero calcolata sui cinque anni) superiore ai 270 euro, il tutto senza contare il costo dei vocabolari che farebbero lievitare notevolmente la spesa. In quarta ginnasio si spendono fra i 319 (Marco Polo) e i 357 euro (Franchetti) a studente. Per chi va in prima liceo al Marco Polo sono richiesti addirittura più di 400 euro. L’istruzione tecnica è meno costosa (anche se dipende molto dagli indirizzi). In ogni caso nel primo anno si “viaggia” fra i 250  gli oltre 300 euro. Va meglio alle famiglie che iscrivono i propri figli in un istituto professionale o artistico.
 
Se da una parte non si registrano particolari incrementi nel costo dei libri rispetto all’anno prima, mai come quest’anno per le famiglie veneziane - già in crisi e alle prese con inflazione e aumenti di ogni tipo – non sarà facile affrontare la spesa per l’acquisto dei testi scolastici. Secondo il Movimento Consumatori, infatti, il 20% del reddito netto mensile (percentuale calcolata sul reddito medio dei contribuenti del Comune di Venezia, che è di poco superiore ai 25 mila euro lordi) dovrà essere impegnato per comprare i libri. Ma al liceo classico in alcune classi (quarta ginnasio e prima liceo) bisognerà investire fino a un terzo dello stipendio netto. Un vero salasso.
 
La maggior parte degli istituti cerca di restare sotto ai tetti minimi di spesa (già troppo elevati), fissati dal Ministero dell’Istruzione. Ma l’indagine del Movimento Consumatori mostra come spesso questi limiti vengano superati. Ecco alcuni esempi. In prima A dell’Edison Volta il “parco-libri” costa 299,20 euro, il tetto è di 269 (più 11%), al terzo anno la spesa è di 217,70 euro contro i 203 euro fissati dal Ministero (più 7,2%). Al Luzzati, primo anno, 297,05 è il costo dei libri, contro un massimale di 254 (più 16,9%). Al Franchetti in quarta ginnasio (sempre sezione A) il totale dei testi viene 357,55 contro un tetto di 320 (più 11,7%), in terza liceo i 320 euro fissati dal ministero diventano 326,35 (più 1,9%). Al Gramsci, secondo anno, 222,40 euro contro i 208 di tetto ministeriale (più 6,9%), al terzo 292,90 contro 288 (più 1,7%), al quarto anno addirittura 307,40 rispetto al tetto di 248 (più 24%).
 
Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

L'agriturismo di Jesolo in cui sono allevati 200 struzzi

Attualità

L'assist del comandante: «Sì alle uscite nel rispetto delle regole»

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • social

    Perché San Valentino è la festa degli innamorati?

Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento