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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Libri, a Venezia "un altro Fontego" dei Tedeschi è possibile

Non si risparmiano critiche alle modalità con cui il Comune ha sottoscritto una convenzione-trappola con l'azienda di Ponzano, che ora cerca una 'variante' a uso commerciale. Se ne è discusso in un libro edito da Cafoscarina editore

 

Si può fare in tempo a "salvare" un edificio che ha segnato la storia dei commerci e della vita sociale di Venezia? Si può ripartire da una ristrutturazione per uscire dalla logica solamente turistica che sta schiacciando la Serenissima? Quattro professionisti del capoluogo lagunare ci provano, sviscerando la vicenda del Fontego dei Tedeschi, grande complesso nato come punto franco commerciale e poi sede degli uffici delle Poste, infine acquistato da Benetton e oggetto di un progetto che lo vorrebbe destinato a fini commerciali. E "Un altro Fontego" (Cafoscarina editore, pp.122, 12 euro) é quello che sognano un avvocato, Alessandro Bianchini, un docente di storia, Mario Coglitore, un architetto, Giovanni Dalla Costa e lo psicanalista Antonio Alberto Semi, regalando una riflessione che tocca i propri campi d'interesse per poi formulare la proposta centrale: fare del grande complesso ai piedi del Ponte di Rialto un luogo di incontro di culture, anche di quella commerciale ma non solo, un luogo di "passaggi" per rivitalizzare il dibattito di una città che non ha sufficienti spazi di socialità. 
 
Per far questo, non si risparmiano critiche alle modalità con cui il Comune ha sottoscritto una convenzione-trappola con l'azienda di Ponzano - il Fontego è struttura del Demanio pubblico, e Benetton cerca una 'variante' a uso commerciale - che rischia di lasciare campo libero a una destinazione puramente 'merceologica'. Posizione e struttura dell'edificio sono però degne di qualcos'altro, di qualcosa di più, con la sua corte centrale, la grande velatura che la copre, i piani e le terrazze interne. La descrizione storica e architettonica, minuziosa, propone tra l'altro la riapertura di una seconda entrata, quella su calle del Fontego, così da fare dello spazio interno un luogo di transito e sosta. La riflessione tocca quindi il ruolo di Venezia e della cultura, di ciò che rappresenta oggi in città e per i veneziani, e lancia la proposta centrale: fare del Fontego il luogo dove anche il commercio, il prodotto - anche quello tessile dei Benetton - è cultura, è tecnologia, è ricerca, è futuro. A corredo e spiegazione di tutto ciò, gli autori ripropongono uno "storico" saggio di Vittorio Gregotti, che per Venezia vagheggiò già nel 1998 il ruolo di capitale della "nuova modernità".
(ANSA)
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