Cronaca

Caso del libro "a testa in giù", Lippiello: «Stop insulti, offese e commenti di odio in rete»

La rettrice di Ca' Foscari dopo aver preso le distanze dal commento social del professore di Storia, Simon Levis Sullam: « L'odio non è tollerabile e l'Ateneo condanna fermamente ogni forma di attacco o violenza a lui o a chiunque altro indirizzata»

Un'immagine web della copertina del libro di Giorgia Meloni

Il libro della leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni con la sua foto in copertina esposta in una libreria "a testa in giù" e il commento social del professore del dipartimento di Storia dell'Università Ca' Foscari di Venezia Simon Levis Sullam. L'Ateneo, con la rettrice Tiziana Lippiello, dopo la bufera di reazioni contro la frase del ricercatore: «Nelle librerie Feltrinelli può capitare», interviene per la seconda volta. «Stop alle dichiarazioni e ai commenti ai limiti dell'odio in rete - scrive in una nota -. Al di là dell'episodio in sé, sul quale mi sono già espressa, mi auguro che si interrompa al più presto questa ignobile e allarmante catena di insulti e offese, a cui purtroppo sempre più spesso capita di assistere. L'odio non è tollerabile e l'Ateneo, pur ribadendo la propria estraneità all'iniziativa personale del professor Sullam, condanna fermamente ogni forma di attacco, offesa o violenza a lui o a chiunque altro indirizzata».

Sul caso si è espresso anche il consigliere comunale Gianfranco Bettin. «Simon Levis Sullam ha ben chiarito l'equivoco che ha scatenato su di lui la bufera. Ovviamente si può discutere del commento, non condividerlo, contestarlo anche aspramente. In democrazia i libri e tanto meno le persone, non si mettono "a testa in giù", si leggono e nel caso si criticano (a viso aperto e a testa in su, come sa fare benissimo Levis Sullam). Quello che è successo, però, va molto oltre. Tra le reazioni, insieme a quelle legittime, ve ne sono di inaccettabili e vergognose, a cominciare da quelle di chi, anche da ruoli istituzionali potenti, invoca il licenziamento di Levis Sullam, professore associato di storia a Ca' Foscari, uno dei più autorevoli e rigorosi fra i giovani storici italiani. Ma vi sono anche promesse di rappresaglie fisiche, offese rozze e brutali e dileggi e insulti antisemiti, postati e accettati sulle pagine Facebook. Colpisce anche che la legittima difesa del libro di Meloni venga da esponenti politici che non hanno esitato a chiedere la rimozione dalle biblioteche pubbliche di libri di autori di cui contestavano le opinioni politiche, o di libri di cui non condividevano il contenuto (perfino libri per l'infanzia premiati per il loro valore) o il taglio dei finanziamenti alla ricerca storica che non rifletta le loro visioni». Oltre alle critiche sono comparse sul profilo Facebook del professore manifestazioni di solidarietà.

«Esprimiamo la nostra solidarietà al professor Simon Levis Sullam - scrive la Cgil di Venezia - per le pesanti accuse ricevute e per le prese di posizione scomposte di molti esponenti della destra. Riteniamo che non sia un messaggio positivo mettere i “libri a testa i giu”, tantomeno le persone, e l’autore di quel gesto farebbe bene a scusarsi così come lo stesso professore ha rimosso il suo commento. Non possono esserci lezioni di tolleranza o di difesa dei valori della democrazia e della libertà, quando proprio Fratelli D’Italia ha un assessore regionale che canta faccetta nera o fa le commemorazioni dei morti nazisti il 25 aprile. La difesa dei valori della democrazia va praticata tutti i giorni, specialmente da chi sta dentro alle istituzioni. Auspichiamo anche che non vi sia nessun provvedimento da parte dell’Ateneo, perché episodi come questi possono essere criticati e contestati ma non devono mai sfociare nella censura».

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