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CoopCa, i licenziamenti sono vicini: in provincia di Venezia 50 a rischio

Le offerte non sarebbero sufficienti per coprire i debiti. Per i 626 lavoratori della cooperativa, già cassaintegrati a fine giugno, la prospettiva peggiore

Il 23 giugno era stata approvata la cassa integrazione straordinaria forzata di 12 mesi per tutta la forza lavoro CoopCa. Nel pomeriggio del 15 luglio, la dottoressa Beltramini, incaricata dal Tribunale di Udine, ha attivato la procedura per il licenziamento collettivo di tutti i dipendenti della cooperativa, manovra rientrante nell’accordo di cassa integrazione per la gestione degli esuberi. Come si legge in nota ufficiale “i livelli occupazionali potranno essere salvaguardati solo parzialmente, in relazione alla omologazione del concordato ed all’esecuzione delle offerte di acquisto irrevocabili pervenute".

L'Unione sindacale di base sostiene che "le offerte, molte delle quali ritenute non sufficienti per soddisfare integralmente i creditori, permetterebbero di mantenere soli 216 posti di lavoro, a fronte di 626 dipendenti". La situazione è piuttosto critica, e, se come sembra, la CoopCa riuscisse a “salvare” solo 15 dei 38 punti vendita, a mantenere il proprio posto sarebbe un solo lavoratore su tre.

La procedura nei punti vendita CoopCa della provincia di Venezia interessa 50 dipendenti, 20 a Marcon ed i rimanenti a Mestre, nei negozi di via Alpago, via Milano e Zelarino. L'USB afferma che "il punto vendita di Marcon, per la sua redditività, potrebbe rientrare nella rosa dei “salvabili”: sarebbero infatti pervenute tre offerte di acquisizione da parte di Alì, Conad e Coop Nordest".

La situazione resta comunque molto ingarbugliata, in quanto la CoopCa dovrebbe soddisfare un ulteriore debito di 281mila euro tra affitti e locazione: lo stesso punto vendita di Marcon avrebbe già avuto lo sfratto esecutivo dall’immobile per morosità, prorogato a fine luglio. 
 

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