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Prof razzista, la preside: "Licenziamento prevedibile, scelta ponderata dal ministero"

Comunicazione giunta alla docente del Marco Polo di Venezia a fine dicembre. Presentato ricorso. Scrisse frasi contro i profughi. Preside: "Abbiamo funzione formativa ed educativa"

La gravità di quelle frasi è evidente, così come la loro collocazione in un ambito pubblico. E a scriverle è stata una docente, una persona che dovrebbe fare propri dei valori civili molto distanti da quelli espressi da Fiorenza Pontini. Ecco perché la notizia della destituzione dall'incarico della professoressa di inglese del liceo Marco Polo di Venezia non è giunta inaspettata. La dirigente scolastica della scuola, Annavaleria Guazzeri, si è solo fatta tramite della comunicazione inviata dall'Ufficio scolastico, competente in materia di sanzioni disciplinari. Ma il provvedimento, si intuisce, era prevedibile.

"Noi siamo dipendenti pubblici con una funzione formativa ed educativa - spiega la preside - Una volta giuravamo sui valori della Costituzione. Immagino che la decisione del ministero sia stata ponderata e si sia basata sulle normative del caso, e che abbia tenuto conto anche delle circostanze e di tutte le possibili attenuanti". Per la vicenda di Pontini si è parlato anche di reato, ma gli approfondimenti in questo campo spettano, eventualmente, alla procura. Non per niente c'è stata pure una interrogazione ministeriale.

Intanto l'avvocato della prof, Paolo Seno, ha presentato ricorso davanti al giudice del lavoro, il quale dovrà decidere se confermare la sanzione o modificarla. Il caso è scoppiato alcuni mesi fa nel momento in cui è stata presentata da alcuni parlamentari di Sel una interrogazione su dei post a contenuto razzista comparsi sulla bacheca Facebook della docente. Le segnalazioni erano arrivate dagli stessi studenti dell'istituto, indispettiti per quanto avevano letto. Della vicenda era stato informato anche l'Ufficio scolastico dalla dirigente del liceo. Durante l'estate 2016 la docente si augurava la morte dei migranti durante i viaggi della speranza nel Mediterraneo e sparava a zero contro le politiche di inclusione appoggiate dalla presidente della Camera, Laura Boldrini. "E poi ho torto quando dico che bisogna eliminare anche i bambini dei musulmani tanto sono tutti futuri delinquenti", scriveva per esempio il 22 luglio scorso.

In più era stato aperto un procedimento disciplinare anche per appellativi poco "diplomatici" rivolti a un comandante della guardia di finanza, il quale aveva la "colpa" di essere originario del Meridione. Per questo motivo le era stata comminata una sanzione per 2 mesi. Ora la parola spetta al giudice del lavoro: la destituzione dall'incarico è stata impugnata dal legale di Fiorenza Pontini e durante questa settimana sono state fissate le date delle udienze. Sia di quella con provvedimento d'urgenza, sia quella nel merito.

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