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Capanne fisse e barriere di sabbia: finanza vuole vederci chiaro

Le strutture utilizzate al Lido nel periodo estivo per custodire gli ombrelloni e le sdraio spesso non vengono rimosse e anzi verrebbero protette spostando l'area balneare: si ipotizza il reato penale

Stanno diventando un caso al Lido di Venezia le montagne di sabbia che verrebbero spostate a fine estate per proteggere dalle mareggiate le capanne degli stabilimenti balneari e che, come denunciano anche i residenti, deturpano il territorio e impediscono di godere del litorale anche nella stagione invernale. Un caso, come riporta “Il Gazzettino” finito sotto la lente d’ingrandimento della guardia di finanza che potrebbe ipotizzare anche la “trasformazione del territorio non autorizzata”, un reato penale.

AL LIDO CAPANNE ABUSIVE?


MANCATO ACCATASTAMENTO. Non è l’unico caso che “Il consorzio balneari del Lido” si troverebbe ad affrontare: dalla scorsa estate alcune aree, infatti, hanno ricevuto dall’Agenzia delle entrate una contestazione perché non avrebbero registrato all’ufficio del Catasto la proprietà. Cosa che in termini pratici significa mancato pagamento delle tasse come l’Imu. Dal canto loro “Il consorzio” replica che si tratta di manufatti amovibili balneari e che quindi non sono da considerarsi veri e propri edifici. Ma tant’è: se molte strutture restano lì devono essere trattate come tali. Compito della finanza continuare ad indagare per stabilire effettivamente come devono essere classificate certe zone.

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