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Lite in campo, dalle parole si passa agli schiaffi: arriva la polizia, clandestino espulso

Parapiglia per futili motivi nella tarda serata di lunedì a Venezia. Uno dei due protagonisti, tunisino, è risultato già destinatario di provvedimento di espulsione

Da un battibecco per questioni banali si passa alle mani, tanto che alla fine deve intervenire la polizia. È uno dei due litiganti, un bengalese titolare di un banchetto commerciale ai piedi del ponte di Rialto, a chiamare il 113 verso le 23.30 di lunedì: al telefono spiega di trovarsi in zona campo San Lio e di essere minacciato da un altro straniero.

Gli agenti della volante lagunare arrivano sul posto insieme ai colleghi della pattuglia del commissariato San Marco e identificano i coinvolti: il secondo è un 40enne tunisino con precedenti di polizia a carico. I due si scambiano reciproche accuse sulle cause all'origine della lite (comunque futili motivi), poi passata alle vie di fatto con scambio di schiaffi e calci.

Entrambi vengono informati delle reciproche facoltà di legge, ma ad un controllo dei nominativi al terminale interforze del ministero dell’Interno emerge che il tunisino era già stato espulso dal territorio nazionale in quanto clandestino. Evidentemente, però, non aveva obbedito al provvedimento. Condotto agli uffici della questura di Venezia, viene denunciato per inottemperanza al provvedimento dell’autorità e quindi munito nuovamente di decreto di espulsione.

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