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Cronaca Dolo

Lite tra rivali in amore, l'amante trascina in Tribunale la moglie

Aveva accusato la donna di lesioni e rapina in seguito ad una collutazione nata da una fantomatica lettera d'amore spedita dall'uomo conteso. Il giudice l'ha assolta

Si sarebbero affrontate a male parole di fronte al carcere di Padova. L'una, la moglie 48enne di Dolo di un detenuto del "Due Palazzi", era accusata dall'altra, l'amante del marito di rapina, lesioni e minacce. Entrambe si conoscono e sanno che parte giocano in relazione all'uomo. L'amante aveva così affrontato la rivale in amore dicendole che non doveva più occuparsi del marito, dato che la  lettera d'amore indirizzata a lei testimoniava che una volta scontata la pena avrebbero passato la vita assieme, lontano dalla consorte. Ma la moglie , come segnala la Nuova, non ci sta e così accusa l'altra di bugie, menzogne e ingiurie. Poi la vicenda aveva assunto toni più accesi: tra spintoni e strattoni ad avere la meglio è l'amante.

La moglie se ne va, malconcia, dal campo di battaglia ed è lì che la seconda donna si accorgerebbe della sparizione della sua borsetta. Assieme ai documenti d'identità sarebbero così stati rubati 160 euro in contanti e la lettera d'amore contestata. Per questi motivi si era rivolta alle Forze dell'ordine per denunciare e trascinare in Tribunale la moglie del detenuto. Una vicenda che si è dissolta già davanti al giudice per le udienze preliminari, Cristina Cavaggion, che ha respinto le accuse del pm e ha prosciolto la donna, con rito abbreviato. "Il fatto non sussiste".

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