Coronavirus, crescono i contagi | DIRETTA

Il numero di infetti è salito a 2246 nel Veneto. In provincia di Venezia le persone ricoverate sono 121

Venezia (in alto, uno dei tanti disegni di incoraggiamento fatti dai bambini)

Continua a crescere come previsto il numero di contagiati in Veneto. Sono 2246 alle 17 di domenica 15 marzo, 328 solo nella provincia di Venezia, con un incremento di 32 unità rispetto a ieri. Dando uno sguardo alle altre province, 592 sono gli infetti a Padova, cui si aggiungono gli 82 del comune di Vo'. A Treviso si contano 425 contagi, 364 a Verona, 253 a Vicenza, 82 a Belluno e 27 a Rovigo.

Sono 121 le persone ricoverate negli ospedali della provincia di Venezia, di cui 37 in terapia intensiva. Al Civile di Venezia ci sono 14 pazienti, a Mestre 46, a Mirano 24.

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Il dato a cui fare attenzione è quello dell'importante aumento dei ricoveri nell'ultima settimana, un dato che salirà ancora nei prossimi giorni. Sono numeri preoccupanti perché i pazienti ricoverati richiedono cure particolari e prolungate, l'impiego di spazi e strumentazione specialistica, grandi sforzi da parte del personale ospedaliero già sovraccarico di lavoro. La Regione sta lavorando per creare nuovi posti letto, che sono limitati, e soprattutto per acquisire la strumentazione specialistica necessaria, che scarseggia. È necessario, per limitare il più possibile la diffusione del virus e quindi i ricoveri, che tutti rispettino la regola di uscire di casa solo per lo stretto indispensabile, evitando di entrare a contatto con altre persone.

Ospedali in difficoltà

Con il passare dei giorni è cambiato il rapporto tra il numero dei ricoverati in terapia intensiva e quello dei pazienti in area non critica. Nei primi giorni quasi tutte le persone colpite dal virus erano già gravemente malate per patologie pregresse e per tutte loro è stato necessario ricorrere alla terapia intensiva. In queste ore, invece, si vede "il volto reale" dell'epidemia, con una grande quantità di persone inizialmente sane che vengono infettate e sviluppano sintomi simili a quelli di una grave influenza. Questi pazienti vengono curati nelle aree "non critiche": molti guariscono, grazie alle cure e al naturale decorso della malattia, ma ci vogliono diversi giorni. Altri, invece, possono peggiorare.

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