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Al vaglio del Governo lockdown nazionale, coprifuoco anticipato e scuole chiuse

Se questa settimana tornano a salire i contagi il Dpcm 2 marzo diventa già vecchio. «Ci vuole una stretta per fermare la diffusione delle varianti e la terza ondata dell'epidemia di coronavirus»

Il governo Draghi è a un bivio nell'emergenza coronavirus. Il nuovo Dpcm del 2 marzo entrato in vigore sabato 6 forse è già vecchio: c'è bisogno di una nuova stretta per fermare la crescita dei contagi scatenata dalla terza ondata dell'epidemia di covid. La nuova stretta potrebbe arrivare già a partire da venerdì 12 marzo con regole valide per lunedì 15.

Nuove regole per le zone rosse e arancione scuro con la possibilità di applicare anche una super zona rossa e anticipo del coprifuoco insieme al lockdown totale per almeno tre settimane sono le principali opzioni per l'esecutivo. Che però è diviso al suo interno tra rigoristi e aperturisti. Mentre 25 milioni di cittadini si trovano in semi-lockdown e un sondaggio dice che il 44% degli italiani vuole un lockdown duro ma limitato nel tempo, e Massimo Galli, infettivologo del Sacco, dice chiaro e tondo che le misure adottate non bastano. Intanto il Cts smentisce l'incontro di oggi e Andrea Crisanti dice che un altro lockdown sfinirebbe la popolazione. Lo riporta oggi Today.

Lockdown nazionale entro venerdì?

Questo potrebbe ritardare l'azione del Governo e creare una situazione simile a quella in cui si è trovato poco più di un anno fa il Conte Bis. Che insieme alla Regione Lombardia ha ritardato il lockdown nel territorio consentendo al virus di accrescere la sua circolazione. Mario Draghi ha sul tavolo il verbale del Comitato tecnico scientifico dopo l'incontro di venerdì con il Governo in cui i tecnici mettono nero su bianco che consigliano «la riduzione delle interazioni fisiche e della mobilità» e «analogamente a quanto avviene in altri paesi europei» il rafforzamento delle misure su tutto il territorio nazionale. Il Cts ricorda anche che chiudere le scuole quando l'incidenza supera i 250 casi ogni 100mila abitanti a settimana non basta: bisogna imporre una serrata anche ad altri servizi, compresi i centri commerciali e i luoghi di assembramento.

Mentre proprio ieri il ministro della Salute Roberto Speranza a Mezz'ora in più ha detto chiaro che esclude il lockdown perché c'è una certa differenza nella diffusione dell'epidemia nei territori, ma anche che con le varianti ritiene che sia necessaria una stretta. Le opzioni sul tavolo del Governo sono cinque:

  • un lockdown totale con zona rossa nazionale per tre o quattro settimane
  • una zona arancione scuro o rafforzata nazionale per un mese
  • una zona rossa solo nel week end
  • una zona arancione nel week end
  • un coprifuoco anticipato alle 19 o alle 20 su tutto il territorio nazionale.
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