Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Loris, aperto un fascicolo per aiuto al suicidio dopo la morte assistita in Svizzera

Un atto dovuto da parte della procura di Venezia. Nei primi giorni di ottobre Bertocco, invalido da 40 anni, ha scelto di porre fine alla sua vita in una clinica elvetica

Un fascicolo con l'ipotesi di aiuto al suicidio contro ignoti è stato aperto dalla procura di Venezia come atto dovuto in seguito al decesso di Loris Bertocco, morto in una clinica in Svizzera ai primi di ottobre. Bertocco, 59 anni, era disabile da quaranta. Era rimasto paralizzato nel 1977 a causa di un incidente stradale. Nelle scorse settimane aveva scelto in modo volontario di porre fine alla sua esistenza, raccontando che la decisione era maturata nel tempo.

Vicenda dalla vasta eco

La vicenda dell'uomo, di Fiesso d'Artico, è stata molto seguita e commentata dai media e dalla politica nazionale, e ha riaperto il dibattito sulla questione del "fine vita". Bertocco aveva lasciato un memoriale in cui ha raccontato il suo amore per la vita e le lunghe tribolazioni cui era stato costretto. Con il passare degli anni il 59enne, ex consigliere comunale, era diventato cieco e aveva perso la speranza di poter vivere con dignità. Per questo motivo aveva iniziato a pensare alla morte assistita, parlandone apertamente con i famigliari, con l'ex moglie e con gli amici di sempre. In Svizzera è stato accompagnato da alcuni conoscenti stretti, mentre alcuni amici, tra cui il sociologo Gianfranco Bettin, avevano spiegato di essere stati a conoscenza solo della volontà di fare un sopralluogo nella clinica elvetica dove, invece, Bertocco aveva già pianificato di morire.

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