"Loris Bertocco ci ha dato il tempo di riflettere, la sua morte è una sconfitta per tutti"

L'ex moglie del 59enne di Fiesso D'Artico che è spirato in una clinica svizzera in maniera assistita: "Mi sto ponendo tante domande, ma spero che anche lo Stato lo stia facendo"

"E' quando è mancata la dignità che Loris Bertocco ha deciso. La sua storia è una sconfitta per tutti e deve fare riflettere". Anamaria Del Grande, 53enne di origini brasiliane residente a Dolo, ha appreso con dolore della morte del suo ex marito, spirato in modo assistito in una clinica di Zurigo. Lei sapeva tutto da qualche mese: "Perché Loris ha avuto l'illuminazione di darci il tempo di metabolizzare la sua decisione - racconta - Ci ha dato il tempo di riflettere. Di ragionare. C'è chi non l'ha accettato all'inizio".

Scarica il memoriale integrale di Loris Bertocco

"Ha affrontato le difficoltà a testa alta"

Nelle sue parole traspare ammirazione per un uomo che nonostante l'invalidità e la cecità ha sempre dimostrato un attaccamento alla vita fuori dal comune: "Ha affrontato le difficoltà a testa alta - spiega - aveva un grande senso civico che si è tramutato anche nella sua attività politica. Ci ha insegnato tanto". Le domande, però, sono ancora troppe. E' umano che sia così: "La notizia l'ho appresa mercoledì pomeriggio - continua Anamaria - Mi sto ponendo molti interrogativi a livello personale, ma spero che anche lo Stato se ne stia ponendo".

La sua storia scuote la politica: "Non si perda tempo"

"Lo Stato finalmente approvi una legge"

Nella vicenda del 59enne di Fiesso D'Artico, sintetizzata in un memoriale di 11 pagine "in cui nulla è romanzato o ingigantito", sottolinea l'ex moglie, c'è una dimensione privata ma c'è anche un risvolto civico: "Io come cittadina non posso che vederla come una sconfitta - dichiara la 53enne - Dobbiamo chiederci che società vogliamo. Non c'è stato alcun personalismo in Loris e desidero che il Parlamento finalmente approvi una legge e si occupi delle persone che si trovano nella sua stessa situazione. In tantissimi mi hanno contattata - conclude - come in tantissimi hanno voluto stringersi attorno a sua sorella e sua madre. Questa solidarietà sia costruttiva, ma senza l'aiuto dello Stato, che ha la responsabilità di costruire il Bene, viene a mancare l'idea di una società che possa dirsi civile".
 

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