Cronaca

Interrogazione su Los Roques: pronti 3 milioni dal governo, ma dal Venezuela niente risposte

La tragedia nel 2008, vittima Bruna Guernieri con la famiglia. La possibilità di raggiungere i corpi nell'oceano resta remota a causa della crisi politica e economica del Paese

Tre milioni di euro "sul piatto" per cercare di far smuovere i venezuelani e recuperare il relitto dell'aereo precipitato al largo di Los Roques. Ma dalle autorità sudamericane nessuna risposta. L'ha spiegato - riporta La Nuova Venezia - il sottosegretario agli Affari esteri, Vincenzo Amendola, rispondendo martedì all'interrogazione di Simonetta Rubinato (Pd). Il velivolo si trova nel fondo del Mar dei Caraibi dal 2008, quando si inabissò con a bordo la noalese Bruna Guernieri, il compagno Paolo Durante e le figlie Emma Viola e Sofia, oltre ad altri quattro italiani e cinque stranieri. È stato poi individuato nel 2013, ma le operazioni di recupero non sono mai iniziate: troppo costose.

È per questo che il governo italiano si è detto pronto a offrire una cifra importante per compartecipare alle spese necessarie. Questa la risposta del sottosegretario agli Affari Esteri Vincenzo Amendola rispondendo martedì in Commissione all'interrogazione dell'esponente del Pd Simonetta Rubinato sull'aereo inabissatosi a largo di Los Roques, nel Mar dei Caraibi.La disponibilità a procedere era stata ribadita più volte attraverso l'ambasciata a Caracas, l'ultima nel febbraio scorso. Ma è difficile pensare che il governo del Paese sudamericano ritenga questa missione prioritaria, dato che è alle prese con una grave crisi economica e politica, un'inflazione stimata al 700 per cento, il blocco del pagamento di stipendi e pensioni, il mancato pagamento dei crediti alle aziende internazionali.

Ma soprattutto manca un vero interlocutore. Secondo la Farnesina l'instabilità politica del Venezuela impedisce un rapporto produttivo con le autorità, e ad oggi è molto difficile che Caracas impegni una somma rilevante per contribuire alle operazioni di recupero. Le pressioni continuano nella speranza che i familiari delle vittime possano avere indietro le salme dei propri cari e dare loro, finalmente, degna sepoltura.

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