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La merce sequestrata

La merce sequestrata

Lotta alla contraffazione, Finanza sequestra 600mila articoli falsi

Le fiamme gialle hanno tentato di stroncare i canali di approvvigionamento di chi vende "tarocchi". Otto le persone denunciate

In meno di un mese sono riusciti a far luce su parte della filiera del falso. Sequestrando oltre 600mila articoli. Sono i risultati raggiunti dalla task force anticontraffazione che da fine estate sta operando sia in laguna, sia in terraferma. Spostandosi, come in questo caso, anche fuori dai confini provinciali. Perché il mercato della contraffazione è redditizio e "stabile", nel senso che dietro con ogni probabilità ci sono organizzazioni ramificate e organizzate.

Le fiamme gialle, dunque, intendono guardare oltre al mero sequestro di merce irregolare. Per stroncare i canali di approvvigionamento su cui possono contare venditori e produttori di merce contraffatta. Attraverso pedinamenti e accertamenti (quindi metodi "tradizionali") i baschi verdi in queste settimane si sono imbattuti in negozi del centro storico, di Mestre, di Mira e di Marghera in cui era esposta merce irregolare. Sia a conduzione cinese che italiana. Non solo ambulanti dunque.

Da lì poi le indagini hanno puntato dritto ai magazzini da dove questi esercenti si rifornivano, arrivando a varcare i confini provinciali. In regione sono stati effettuati i sequestri più ingenti, che hanno coinvolto realtà i cui rappresentanti erano sia di nazionalità italiana, sia cinese. Tolta dal mercato merce per 600mila articoli, con un valore complessivo di circa un milione di euro.

Nel "calderone" capi d'abbigliamento, calzature, bigiotteria, braccialetti elastici per bambini. Tutti con marchi contraffatti dei brand più noti. In alcuni casi, gli oggetti sequestrati mostravano una falsa marcatura con le lettere "CE", che in realtà, garantisce la conformità del prodotto agli standard di sicurezza europei, presupposto imprescindibile per la libera vendita nel mercato comunitario. In totale sono state denunciate otto persone, che gestivano gli illeciti canali di approvvigionamento della merce.

BASTONI PER I SELFIE, "SCATTA" IL SEQUESTRO - .Giovedì pomeriggio dodici agenti della polizia municipale, per scoprire i luoghi di approvvigionamento dei bastoni telescopici per l’autoscatto dei telefonini cellulari che hanno sostituito le palline antistress e autodeformanti, si sono messi a seguire alcuni venditori abusivi. Imbattendosi in cinque esercizi nella zona di via Piave a Mestre.. L’ispezione, oltre al sequestro di circa un migliaio di prodotti e alla consegna di cinque verbali amministrativi da 1.032 euro ciascuno, ha anche rivelato come i bastoni per “selfie” e i relativi telecomandi non fossero mai esposti nelle vetrine, mentre sugli scaffali se ne potevano trovare poche unità. Tutto ciò a conferma del sospetto che la pratica commerciale illecita fosse ben stata conosciuta dai negozianti. In un caso i “selfie” erano addirittura nascosti all’interno di valigie poste in vetrina per la vendita.

Oltre a centinaia di bastoni e relativi telecomandi, sono stati sequestrati anche mantelline e ombrelli che gli abusivi vendono in centro storico nelle giornate di pioggia.

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