"Reato di procurato allarme": presentato un esposto contro il presidente Luca Zaia

Il vicepresidente di Indipendenza Noi Veneto presenta l'esposto: Destabilizzata la già grave questione del comparto turistico

Il vicepresidente di Indipendenza Noi Veneto Roberto Agirmo ha presentato sabato 4 luglio un esposto nei confronti del governatore del Veneto Luca Zaia.

L'esposto

Si leggono nel documento le parole del presidente e le motivazioni dell'esposto: Le parole del presidente: «Se questo è il sistema di gestire la positività e la sintomatologia, dopo quattro mesi di coronavirus allargo le braccia», ha rilevato. «Così non ne veniamo fuori. Fosse per me, di fronte a certi comportamenti prevederei la carcerazione. E’ essenziale che a livello nazionale si prenda in mano il dossier, mettendo in fila le questioni con un dpcm o con un provvedimento del ministro Speranza». «Abbiamo 5 positivi: 3 a Vicenza, 1 a Padova, 1 a Verona. Questi casi hanno dato vita a 52 isolamenti fiduciari a Vicenza e a 37 isolamenti a Verona». A seguire l’annuncio che lunedì 6 luglio avrebbe emesso una nuova ordinanza con la quale avrebbe introdotto ulteriori misure restrittive verso i cittadini veneti. Giova precisare che il giorno seguente, 4 luglio 2020, il Dot. Zaia ha rettificato le precedenti dichiarazioni, essendosi in tutta evidenza reso conto della gravità delle stesse. 

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Procurato allarme

Stando al vicepresidente Agirmo: «Queste dichiarazioni del Dott. Zaia risultano false e/o esagerate e/o tendenziose, procurando un rilevante allarme nella popolazione in genere ed in particolare nei confronti dei turisti che avevano scelto il Veneto per le proprie ferie. La violenza comunicativa (supportata dal barrage mediatico che evidenzia un’ingiustificata disparità di trattamento in prossimità delle elezioni regionali che vedono il presidente uscente ricandidarsi) è palesemente sproporzionata rispetto al problema denunciato. Si tratterebbe (il condizionale è d’obbligo) di 5 casi positivi su quasi 5.000.000 di residenti in Veneto! Soprattutto, il “terrorismo mediatico” provocato dalle dichiarazioni del Dott. Zaia ha innescato immediatamente ripercussioni socio-economiche dirompenti in tutto il tessuto economico veneto. Le sue dichiarazioni, infatti, hanno avuto vasta eco su tutti gli organi di stampa regionali, nazionali ed internazionali, provocando un’ulteriore grave frenata dell’economia turistica già compromessa dall’epidemia».

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