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Il lucchetto finisce in faccia al pope i pegni d'amore ancora nel mirino

All'Accademia si continuano ad agganciare i simboli ispirati al romanzo di Moccia, ma i lucchetti stanno diventando vere spade di Damocle

Simboli di “amore eterno” o rischio per la navigazione? I famigerati lucchetti dell'amore agganciati dai ragazzini (e non solo) sul corrimano del ponte dell'Accademia a quanto pare non sono solo un rischio per la struttura lignea del ponte, ma anche per chi, con la barca, ci passa sotto. A raccontare il singolare episodio che serve da esempio è un gondoliere dello stazio di San Tomà, che sabato sera è rimasto ferito proprio da un frammento staccatosi da quei simboli d'amore “indissolubili”.

DALL'ALTO – Il “pope” racconta di essere passato con la sua gondola sotto il ponte intorno alle 21.30 e di aver sentito una specie di puntura sotto ad un occhio. Inizialmente l'uomo ha pensato ad un insetto, solo dopo si è reso conto che a ferirlo ci aveva pensato una scheggia caduta da un “indistruttibile” pegno d'amore. Il gondoliere ha conservato il frammento e ha raccontato tutto alla polizia municipale, con tanto di fotografie per spiegare l'accaduto. Come racconta il Gazzettino, comunque, non si tratta del primo caso simile: solo pochi giorni prima un altro “pope” avrebbe visto un intero lucchetto (questa volta non un solo frammento) precipitare dal ponte e mancare di pochi centimetri la sua gondola. Più che simboli d'amore eterno, insomma, i lucchetti dell'Accademia sembrano spade di Damocle, tutt'altro che “indissolubili”.

LE SOLUZIONI – Sono gli stessi gondolieri a proporre quindi un'alternativa: due pali “a cuoricini” piantati alle basi del ponte, dove gli innamorati veneziani possano attaccare tutti i lucchetti che vogliono, senza mettere in pericolo nessuno. Il Comune però ha fatto intendere da tempo che la linea sui lucchetti dovrebbe essere quella dura, per evitare che la situazione degeneri e per non dare nessuna scusa ai venditori abusivi di lucchetti che ormai spuntano come funghi ai piedi del ponte di legno. Qualcuno, in Consiglio, ha anche proposto l'installazione di telecamere, tanto all'Accademia quanto a piazzale Roma, sul ponte di Calatrava. Certo, il famoso “quarto attraversamento sul Canal Grande” non è, per ovvi motivi, gravato dal problema dei lucchetti, ma forse per il consigliere di Fratelli d'Italia che ha lanciato l'idea si tratta dell'occasione buona per mettere sotto sorveglianza un altro punto della città, uno snodo dove spesso fiorisce l'abusivismo.

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