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Cronaca Sant'Elena

Cade dal barchino e annega, giallo sulla morte di un 51enne di Castello

Il corpo di Luciano Maggio intorno alle 17 di ieri è stato ritrovato galleggiante, senza vita, in zona Sant'Elena. Al vaglio le cause. L'uomo era già noto alle forze dell'ordine per fatti di droga

Un malore. Potrebbe essere questa la causa della caduta dal barchino che ha portato la morte per annegamento a Luciano Maggio, 51 anni, veneziano, originario di Castello.

Stando alle testimonianze, il natante sarebbe passato tra due barche e avrebbe poi perso inspiegabilmente il controllo. Intorno alle 17, le volanti della polizia sono giunte in zona Sant’Elena per fermare il motoscafo impazzito e hanno ritrovato il corpo del 51enne a qualche centinaia di metri, galleggiante a pelo d’acqua, ormai senza vita. A nulla sono valsi i soccorsi dei medici del Suem, giunti sul posto.

Il pubblico ministero di turno Paola Tonini ha già disposto l’autopsia, che, sola, potrà offrire ulteriori dettagli sulla morte e chiarire le cause della caduta. Tra le ipotesi più accreditate vi sarebbero un improvviso malore che avrebbe obbligato il veneziano a sporgersi troppo o un movimento brusco dell’imbarcazione in seguito a un’avaria. L’unica certezza è che la morte è avvenuta a causa del conseguente annegamento.

Maggio era già noto alle forze dell’ordine per piccoli furti e questioni di droga. Era rimasto coinvolto, un paio d’anni fa, nella maxi-operazione antidroga che aveva portato la polizia a incastrare una banda che importava cocaina dall’Olanda, con a capo Vincenzo Pipino, assurto alle cronache con il soprannome di "ladro gentiluomo".

La vittima era stata tuttavia, in quell’occasione scagionata da ogni accusa e, ormai da un po’ di tempo, viveva lontano dai guai con la giustizia, impegnandosi in alcuni lavoretti saltuari e coltivando la sua passione per le barche.

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