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Traffico di cocaina a San Donà, Maritan finisce ai domiciliari

L'ha disposto martedì mattina il Riesame, nei confronti del nipote dell'ex boss della Mala Silvano. E' stato condannato a sei anni di reclusione

Luciano Maritan ai domiciliari. Lo ha disposto il Tribunale dei riesame martedì mattina, accogliendo la richiesta dell'avvocato difensore del nipote dell'ex boss della Mala del Brenta Silvano. Le manette per lui erano scattate l'anno scorso a San Donà di Piave per traffico di cocaina e corruzione, in una vicenda che nell'ottobre 2013 portò in manette diversi esponenti di una banda italiana che voleva non aver rivali nel Veneto Orientale.

Per Luciano Maritan a ottobre 2014 era arrivata la condanna a sei anni di reclusione e 24mila euro di multa con rito abbreviato. A "incastrarlo" le ammissioni di due suoi complici, che hanno aiutato i carabinieri del nucleo investigativo di Venezia a far luce sull'organizzazione della banda, che si riforniva di cocaina a Milano per poi tornare "carica" in Veneto, e spacciare anche sul litorale.

L'operazione di ottobre 2013 aveva portato all'arresto e alla condanna di quattro persone, cui erano state inflitte pene per un totale di 18 anni e sei mesi di reclusione: era invece riuscito a patteggiare il carabiniere coinvolto nella vicenda, che sarebbe stato pagato dallo stesso Maritan per alcune informazioni fornite alla banda, soprattutto in merito a imminenti controlli.

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