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Morto dopo un'operazione al piede, la procura apre un'inchiesta

Disposta l'autopsia sul corpo di Luigi Geretto, morto all'ospedale dopo un intervento

Sarà effettuata mercoledì pomeriggio l’autopsia sul corpo di Luigi Geretto, il 72enne di Mira trovato senza vita nel suo letto d’ospedale, a Mirano, la mattina del 19 gennaio, una settimana dopo un intervento di routine al piede. Riscontrando l’esposto dei familiari della vittima, il pm Massimo Michelozzi ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, al momento a carico di ignoti, e ha disposto l'autopsia.

La tragedia risale a martedì 19 gennaio. Geretto soffriva da tempo di diabete mellito, ma era in cura e regolarmente monitorato: come tutti i diabetici, lamentava difficoltà circolatorie agli arti inferiori, ma per il resto godeva di buona salute e non era ritenuto un soggetto a rischio. «Poco prima di Natale però gli era uscita una pustola al quarto dito del piede sinistro, infezione tipica della sua malattia - spiegano i legali della famiglia, di Studio 3A -: i medici di Mirano avevano ritenuto che non fosse urgente intervenire subito, ma il problema si era aggravato estendendosi anche al quinto dito».

Il 12 gennaio Geretto è stato pertanto operato d’urgenza, in anestesia locale, per l’amputazione delle due dita. «L’operazione era riuscita secondo i medici, che tuttavia hanno ritenuto di tenerlo ricoverato ancora per una ventina di giorni per abbassare i valori del diabete, che si erano innalzati - continuano gli avvocati -. Dopo una settimana in cui il paziente aveva lamentato e riferito continui dolori allo stomaco e alle gambe, all’improvviso, il 19 gennaio, è arrivata come un fulmine a ciel sereno la telefonata dall’ospedale che comunicava il decesso». il 72enne è stato ritrovato senza vita al mattino nel suo letto da un’infermiera che gli stava portando le pillole.

Nei giorni scorsi l'Ulss 3 aveva spiegato che «l’ospedale di Mirano, con i suoi sanitari, ha fatto tutto quanto era necessario alla cura del paziente». Un paziente peraltro «complesso, noto e curato più volte con tempestività, professionalità e buoni esiti dallo stesso ospedale». La direzione ospedaliera aveva aggiunto di essere «a disposizione per ogni verifica ritenuta opportuna, sicura che andrà a confermare l’osservanza di tutti i protocolli sanitari utili a cercare di salvare la vita al paziente, che ha subito una morte inattesa e priva di sintomi premonitori. Decessi come questo sono tragici avvenimenti dei quali i sanitari, per primi, sono profondamente dispiaciuti».

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