Lunedì 22 maggio alla libreria MarcoPolo: incontro con lo scrittore e attivista turco Burhan Sonmez

Presentazione del romanzo Istanbul Istanbul, edizioni Nottetempo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Riceviamo e pubblichiamo

"Lunedì 22 maggio alle ore 20:00 alla Libreria MarcoPolo, nottetempo ha il piacere di presentare Istanbul Istanbul interviene l'autore Burhan Sönmez Traduzione di Anna Valerio collana: narrativa pp. 304 - euro 16.50 Istanbul Istanbul dello scrittore e attivista turco Burhan Sönmez è il racconto a quattro voci, da una cella di un carcere, di due Istanbul, una sopra e una sottoterra. Che, tuttavia, sono la stessa città. «"Questa non è una storia, Demirtay, è la realtà". "Ma tutto quello che è successo nel passato e che noi raccontiamo con le parole, non diventa una storia, Dottore? Qui non c'è il passato. Non è questo che impariamo ogni giorno?" Stavamo diventando come i normali abitanti di Istanbul. Sentivamo la mancanza del passato oppure sognavamo il domani». «Istanbul era una città con un milione di celle e ogni cella era una Istanbul». Quattro uomini, dieci giorni e dieci storie: un dottore, un barbiere, uno studente e un rivoluzionario si ritrovano a condividere una cella angusta nei sotterranei della prigione di Istanbul. Tenendosi uno stretto all'altro per lenire il freddo, mentre attendono il proprio turno di essere prelevati e condotti nella sala delle torture, riscoprono la bellezza e il potere della parola, e come i personaggi del Decamerone si raccontano storie e brandelli di una vita precedente, costruendo una narrazione corale che svela il filo che li lega, gli eventi che li hanno portati fin lì e il motivo per cui si trovano imprigionati: nell'altra Istanbul, quella sopra la cella, quella che vive e brulica, forse qualcosa sta per accadere, un cambiamento, una rivoluzione…. Ma la vera protagonista del libro è la città con tutte le sue contraddizioni: la Istanbul "di sopra" e quella sotterranea, quella della speranza e della luce e la sua gemella, quella dell'ombra e del dolore. Burhan Sönmez, nato nel 1965 ad Ankara da una famiglia curda, ha lavorato a lungo come avvocato specializzato in diritti umani ed è stato il fondatore di un'organizzazione di attivisti. Nel 1996 ha rischiato la morte per mano della polizia turca. Gravemente ferito, è riuscito a farsi curare in Gran Bretagna grazie al sostegno della Fondazione "Freedom from Torture". Nei lunghi mesi di riabilitazione, ha cominciato a scrivere. Non ha abbandonato l'attività politica, rientrato in Turchia nel 2013, è stato uno dei protagonisti del movimento di Gezi Park. I suoi romanzi sono tradotti in più di venti paesi. Ha ricevuto il Premio Sedat Simavi nel 2011 con il romanzo Gli innocenti. Vive a Istanbul".

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