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M5S contro Alilaguna: "Revocare la concessione e aprire il mercato"

I pentastellati chiedono al commissario Zappalorto di bloccare l'affidamento: "Liberalizzare il trasporto turistico con delle gare aperte"

"Ci deve essere spazio per tutti". Il Movimento Cinque Stelle di Venezia mette nel proprio mirino l'organizzazione del trasporto pubblico locale in laguna, accusando la precedente amministrazione di avere illegittimamente perpetuato un duopolio: da una parte Actv, dall'altra Alilaguna. O meglio, non si mette in dubbio il regime di concessione diretta (anche se i grillini puntano il dito contro un presunto disequilibrio tra ricavi e costi tra le due aziende e sulla presunta mancanza di gare), bensì il fatto che Ca' Farsetti non avrebbe a suo tempo permesso a una società privata, la Citysightseeing Italy, di introdurre una propria linea prettamente turistica.

"Ora però il Garante per la concorrenza si sta interessando al duopolio del tpl veneziano - dichiara l'attivista Davide Scano - Dapprima ha affermato, in un parere, che il Comune assicura ai gestori di trasporto lagunare un ingiustificato vantaggio concorrenziale, in violazione dei principi nazionali e comunitari in materia di concorrenza. Poi, a fronte del mancato adeguamento dell'amministrazione, l'Autorità ha chiamato il Comune davanti al Tar". Secondo Ca' Farsetti, infatti, la nuova linea turistica si sarebbe sovrapposta in alcuni tratti a quelle di trasporto pubblico, causando un danno al servizio diretto ai cittadini. Di parere opposto invece il Garante della concorrenza e, naturalmente, i Cinque Stelle. Secondo cui le rotte seguite dalle imbarcazioni sarebbero state in gran parte diverse e si dovrebbe liberalizzare in toto il trasporto commerciale turistico,

Il M5S ha consegnato nei giorni scorsi al commissario prefettizio Vittorio Zappalorto, poi, un dossier su Alilaguna: "A fronte della redditività delle linee - dichiarano i grillini - l'azienda dovrebbe pagare al Comune un canone annuo, quantificato in 995mila euro per il solo 2011. E' auspicabile dunque che il commissario revochi l'affidamento diretto predisponendo, finalmente, delle gare per quei servizi che non sono considerabili pubblici, cui potranno partecipare tutti".

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