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Prof trans, M5S: "Solidarietà". A scuola: "Non c'è alcun problema"

Il Movimento 5 Stelle in difesa dell'insegnante di San Donà, minacciato dall'assessore Donazzan di provvedimenti disciplinari. C'è un'interrogazione

«La legge italiana garantisce gli individui dalle discriminazioni di natura sessuale e, ormai da decenni, consente la transizione sessuale». Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle, interviene con forza in difesa dell’insegnante di San Donà di Piave presentatasi a scuola in abbigliamento femminile e per questo minacciato dall’assessore regionale all’Istruzione, Elena Donazzan, di provvedimenti disciplinari. «Le parole dell’assessore sono particolarmente gravi - spiega la deputata - Donazzan chiede di rimuovere un insegnante ritenuto all’altezza da studenti, genitori e dallo stesso preside della scuola solo perché ha cambiato abbigliamento, peraltro in accordo con un processo medico già iniziato. Nelle sue dichiarazioni, l’assessore confonde orientamento sessuale e identità di genere, mostrando di non avere per nulla chiari i termini della questione».

«Sono sicura che il gesto coraggioso di questa insegnante - aggiunge Arianna Spessotto, deputata sandonatese del Movimento 5 Stelle - che non le sarà sicuramente costato poco, farà accrescere la stima degli studenti nei suoi confronti e li aiuterà a riflettere,anche con le proprie famiglie, su dei temi che tendono solitamente ad esser nascosti sotto il tappeto. Le parole dell'assessore Donazzan sono quanto di più inopportuno si potesse sentire da un rappresentante delle istituzioni e dovrebbe essere chiamata a risponderne. Mi auguro che anche chi si è tanto scandalizzato per l'accaduto possa cogliere questo gesto da un'altra prospettiva».

Alle colleghe fa eco Jacopo Berti, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione, che annuncia un'interrogazione a Palazzo Ferro Fini: «Quella di Donazzan è solo l’ultima gaffe di una serie a cui, purtroppo, i veneti hanno fatto l’abitudine, ma che restano sempre gravi per una persona che ha responsabilità importanti, come quella della politica regionale sull’istruzione. Quanto al docente, finché sa insegnare bene, sta benissimo al suo posto, come ha ben sottolineato il dirigente scolastico».

D'altra parte le reazioni a scuola sembrano smentire le affermazioni di Donazzan, che parlava di una "classe disorientata". Uno dei professori ha spiegato che "gli studenti non l'hanno vissuta in maniera traumatica né scandalizzata. Hanno capito che oggi la vita e l'individualità si possono esprimere in maniera più libera rispetto al passato, anche attraverso queste manifestazioni". La vicepreside dell'istituto conferma: "So che è un buon insegnante e che i ragazzi si trovano bene", come ribadito anche da uno dei rappresentanti degli studenti: "Se una persona non si sente bene nel proprio corpo, perché non farlo? Se sa fare bene il suo lavoro e ha la qualifica per farlo non ci sono problemi. È più importante soffermarsi su chi non fa bene il suo lavoro, le problematiche della scuola sono altre".


"Cloe, insegnante coraggio e modello - commenta Dennis Mazzon, presidente dell'associazione Lgbte Veneto Orientale - Quanto avvenuto in questi giorni a San Donà denota che l'unico errore è stato non preparare gli studenti. Siamo solidali con la professoressa Cloe, non trovo nulla di strano. Perchè ogni persona è libera di vestire e amare chi vuole senza la paura di essere discriminata. La cosa importante che sappia fare il suo lavoro. Mi complimento per le dichiarazioni dei vertici della scuola, che hanno espresso solidarietà e comprensione, scuola che potrebbe promuovere la giornata contro la discriminazione, cosi da dare un segno di civiltà. Mi meraviglio - continua - dell'assessore Donazzan, che dichiara di essere schifata dell'insegnante. Sono schifato io dalle sue dichiarazioni. Ho scritto anche al presidente Zaia affinché possa valutare il comportamento poco istituzionale del proprio assessore".

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