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Via Bennati a Spinea (Google Maps)

Via Bennati a Spinea (Google Maps)

Spinea, due macchine incendiate in pochi mesi alla stessa famiglia

L'ultimo episodio risale a ieri sera. I carabinieri stanno indagando, la vittima ha fatto appello chiedendo ai vicini se hanno visto qualcosa

Potrebbe esserci un preciso intento intimidatorio dietro ad un incendio appiccato ieri sera ad una macchina in via Bennati a Spinea. Ne ha fatto le spese la proprietaria dell'auto, una donna lì residente che poi ha fatto appello sul web chiedendo aiuto per riconoscere l'autore del rogo. Sull'origine dolosa ci sarebbero pochi dubbi anche perché è il secondo episodio quasi identico, nel giro di meno di cinque mesi, ai danni della stessa famiglia. E la stessa vittima avrebbe spiegato di «essere arrivata all'esasperazione».

L'allarme è stato lanciato intorno alle 23. I vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere le fiamme, mentre i carabinieri hanno svolto le prime indagini, raccogliendo elementi utili sul posto e ascoltando la testimonianza della donna. Gli investigatori dovranno chiarire se ci sia una persona che ha (o che ha avuto) un qualche tipo di legame con la donna e che sta mettendo in atto azioni criminali con l'intenzione di intimidirla, oppure a scopo di rappresaglia.

Nel frattempo, come detto, la donna si è fatta viva in prima persona tramite un post pubblicato sulla pagina "Occhio Spinea": «Possibile che nessuno ha visto niente? Erano le 23, è possibile che nessuno era fuori anche solo a fumare una sigaretta a quell’ora? Penso di avere il diritto più di tutti di parlare e di essere spaventata. Abitiamo da sole. Siamo due donne con una bambina di 7 anni. E probabilmente qualcuno non ha altro da fare che questi “dispetti”. Io chiedo solo giustizia per questa persona. Chiedo aiuto per trovarla. Perché sia riconosciuta. Chiedo solo informazioni, se qualcuno ha visto qualcuno o qualcosa di sospetto. Qualche personaggio o una macchina. Sono arrivata all’esasperazione. Due donne non dovrebbero affatto vivere con la paura di uscire perfino dalla propria abitazione. Eppure per qualche elemento ridicolo e pericoloso.... Siamo arrivate a chiuderci in casa».

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