Cronaca

'Cardio 50': controlli volontari ma fondamentali. "Un'età delicata per la salute"

Ulss 3: "A cinquant’anni solo un quarto degli uomini ha abitudini e parametri corretti". L'azienda invita con lettera i cittadini a fare prevenzione in forma attiva

Cinquant'anni e non sentirli. Modi di dire a parte, per i medici si tratta di un'età molto delicata in cui è giusto controllare lo stato della salute, anche in relazione alle malattie cardiovascolari. Queste si possono prevenire, ma occorrono screening complessivi.

Solo un quarto degli uomini ha abitudini e parametri corretti, mentre le donne si comportano appena un po’ meglio, e circa un terzo delle cinquantenni sono “in regola”. E’ questo il risultato del programma di visite “Cardio 50”, condotto nel Veneziano dall’azienda sanitaria: “Con il progetto ‘Cardio 50’ l’Ulss 3 Serenissima si affianca ai cittadini in un momento cruciale della vita – sottolinea il direttore generale, Giuseppe Dal Ben –. Invitiamo infatti ad un controllo complessivo a cinquant’anni, e lo facciamo perché questo è il momento in cui possono evidenziarsi le malattie cardiovascolari, tra cui ipertensione arteriosa, coronaropatie, vasculopatie. Queste patologie, tipiche dell’età adulta, rappresentano una delle principali cause di morte, ed è fondamentale monitorare nell’età adulta i fattori di rischio: età avanzata, livelli di colesterolo non corretti, ipertensione arteriosa, tabagismo, diabete, familiarità, obesità, vita sedentaria: fattori di rischio che poi sono gli stessi che portano alle patologie tumorali”.
 
“Sia a Venezia che a Mestre – spiega il dottor Luca Sbrogiò, che dirige il Dipartimento di Prevenzione – la risposta agli inviti di ‘Cardio 50’ è stata confortante dal punto di vista della partecipazione, poiché più del 50% delle persone invitate hanno aderito ai controlli volontari. Meno confortante è l’esito di questi controlli: il 30% degli uomini e delle donne risulta avere almeno un’abitudine scorretta nel suo stile di vita, il 35 % degli uomini e il 28% delle donne è risultato con almeno un parametro fuori dai limiti, mentre solo il 26% dei maschi e il 32% delle femmine risultano avere buone abitudini e parametri nella norma”. “Le malattie cardiovascolari – continua il dottor Sbrogiò – possono essere individuate e contenute, e purtroppo è dimostrato che i fattori di rischio sono diffusi: è importante quindi che aumenti la consapevolezza nei cittadini, il rischio c’è, e intervenire per tempo si può e si deve”.
 
Con l’ambulatorio di screening “Cardio 50”, l’Ulss 3 Serenissima offre ai cittadini una possibilità per ridurre il carico di mortalità e invalidità legato alle malattie cardiovascolari. Si lavora sui fattori di rischio – fumo di sigaretta, uso eccessivo di alcool, cattive abitudini alimentari e sedentarietà – che giocano in ruolo importante anche nella patogenesi di alcuni tipi di cancro. “La percezione del rischio collegato alle malattie cardiovascolari è troppo bassa – spiega il dottor Sbrogiò – e proprio per questo con ‘Cardio 50’ l’azienda sanitaria ha inteso fare prevenzione in forma attiva, invitando i cittadini cinquantenni, in un momento particolare della vita in cui si riscontra maggior sensibilità e disponibilità al cambiamento: e bene abbiamo fatto ad avviare questi controlli, se le persone sottoposte agli esami sono risultate essere per il 70% bisognosi di interventi preventivi”.

Il distretto di Venezia-Mestre ha avviato l’ambulatorio “Cardio50” dal 2015. L’invito ai controlli è stato inizialmente rivolto ai nati nel 1964, ed è tuttora attivo per la coorte del 1965. I pazienti, chiamati attivamente con lettera, sono invitati a recarsi agli ambulatori dedicati: all’ex Giustinian a Venezia, al dipartimento di prevenzione alla Cipressina e nella sede distrettuale di Favaro Veneto per Mestre. In queste sedi di “Cardio 50” gli utenti che aderiscono vengono sottoposti ad un’intervista sulle loro abitudini voluttuarie (fumo e alcool), sul loro regime alimentare e sull’attività fisica svolta. In base a quanto dichiarato, gli operatori individuano gli stili di vita che rappresentano un fattore di rischio per la salute, e forniscono alla persona un pacchetto personalizzato di indicazioni terapeutiche per correggere in senso positivo e con successo le sue abitudini. Nel corso della seduta inoltre vengono rilevati alcuni parametri (glicemia, colesterolemia, peso, altezza, circonferenza addominale, pressione arteriosa), al fine di individuare i “nuovi” iperglicemici, ipertesi, ecc, che verranno inviati al medico curante per la presa in carico.


 

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