Meteo anomalo, le grandinate preoccupano gli agricoltori

Il clima assomiglia sempre più a quello tropicale, gli improvvisi e violenti temporali causano spesso danni. Ieri è toccato a Oriago di Mira

L'azienda agricola Pizzato di Oriago di Mira

I violenti temporali di ieri non sono stati senza conseguenze. La zona più colpita della provincia è stata quella di Oriago di Mira, con 40 millimetri di acqua caduta in poco meno di mezz’ora che hanno allagato strade, sottopassi e alcune abitazioni. In campagna gli allagamenti hanno rovinato la soia di secondo raccolto, mentre la grandine ha lasciato il segno sulle colture a pieno campo, come le zucchine e melanzane. La grandine è caduta anche in altre località della provincia, ma fortunatamente senza apportare gravi danni.

Clima e danni

Il sindaco di Mira, Marco Dori, ha comunicato nel tardo pomeriggio di ieri che «la situazione è costantemente monitorata» e «molte zone colpite sono tornate alla regolarità», anche se «permangono alcune criticità localizzate». Nel corso della giornata si sono attivati vigili del fuoco, polizia locale e protezione civile. Per il pomeriggio/sera di oggi, 5 agosto, Arpav annuncia sul Veneto cielo in prevalenza poco nuvoloso con ampi spazi di sereno, ma con un po' di variabilità residua sulla pianura orientale; precipitazioni assenti, salvo al più occasionali piovaschi nel pomeriggio sulla pianura nord-orientale. Per giovedì 6 agosto, invece, cielo fino alle ore centrali al più poco nuvoloso, poi ci sarà un po' di variabilità.

Agricoltura

Eventi meteo di questo tipo avvengono sempre più spesso, con effetti anche pesanti. La grandine, secondo Coldiretti, è la più temuta in questa fase stagionale per i danni irreversibili che provoca alle coltivazioni nei campi dove è in piena raccolta la frutta estiva e sta per iniziare la vendemmia. Gli agricoltori cercano di difendersi con le reti anti grandine e con le serre coperte ma spesso - sottolinea l'associazione - la furia delle tempeste è così violenta che squarcia le coperture e distrugge tutto. «È davvero un momento delicato - dice Vittorino Bragato, viticoltore di Ceggia - si preannuncia un’ottima annata per il nostro vino, l’uva si presenta molto bella, una grandinata in questo momento significherebbe perdere un intero anno di lavoro». Finora, l'agosto 2020 è segnato da una media di 7 grandinate su tutta l'Italia.

Rischio piene

A proposito di inondazioni, ma cambiando zona, ci sono novità sul fronte della sicurezza idraulica del basso corso del fiume Tagliamento: a San Michele i tecnici della Regione stanno effettuando in questi giorni delle indagini geotecniche lungo l’argine del fiume per individuare le criticità sotto il profilo idraulico, strutturale e delle quote altimetriche. Le misurazioni consentiranno di avere il quadro delle fragilità del sistema arginale e quindi di individuare le aree in cui intervenire per prevenire le tracimazioni o, peggio, a rottura. Da notare che le acque del Tagliamento, in particolare quando è in piena, scorrono all'altezza dei tetti delle case che si trovano al di là dell'argine, quindi un eventuale sfondamento della difesa arginale provocherebbe danni enormi.

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Per questi primi lavori la Regione ha stanziato 14 milioni di euro. Il sindaco di San Michele al Tagliamento, Pasqualino Codognotto ha commentato: «Auspichiamo sia il primo passo per arrivare alla soluzione di un problema che ci trasciniamo dal 1965, ovvero dalla prima alluvione che poi si è ripetuta con maggiore disastroso vigore nel novembre 1966. Con i cambiamenti climatici le piene sono purtroppo diventate una costante. Riteniamo queste opere utili, ma non sostitutive di quelle fondamentali che servono per la messa in sicurezza delle nostre popolazioni, ovvero le vasche di espansione o altre soluzioni da realizzarsi nel medio corso per trattenere i picchi di ondate di piena».

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