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Cronaca Noale / Via della Cerva

Caos maltempo: albero giù Venezia strade chiuse a Noale e Scorzé

Le piogge continuano a sferzare centro storico e provincia. Problemi anche a Martellago. Acqua alta per lo scirocco in piazza San Marco

La pioggia continua a cadere copiosa sul Veneziano. Incessante, persistente. L'allerta allagamenti lanciata dalla protezione civile purtroppo ci ha visto giusto. Dalle prime ore di stamattina, infatti, le precipitazioni sono continuate senza mai interrompersi. All'inizio senza causare disagi. Poi, mano a mano che i livelli dell'acqua caduta al suolo aumentavano, in alcune zone della terraferma la situazione si è fatta sempre più difficile.

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ACQUA ALTA E ALBERO SU BANCARELLA - Anche in centro storico però si sono registrati disagi: in rio terà dei Pensieri, infatti, il vento di scirocco (che secondo i metereologi favorisce l'intensità della perturbazione) ha fatto cadere un albero su una bancarella di commercio equo e solidale. Nessun ferito ma tanta paura. In piazza San Marco, invece, dal primo pomeriggio è arrivata l'acqua alta. Turisti tra le Procuratie e centro piazza impraticabile. Per il vento una delle lampade sotto i portici davanti a Palazzo Ducale è andata in frantumi. La punta massima alle 16.50 con 110 centimetri.

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CHIUSA LA BOCCA DI PORTO DEL LIDO - A causa del maltempo la Capitaneria ha deciso chiusura precauzionale, in entrata e uscita, della bocca di porto del Lido, in genere utilizzata dalle grandi navi da crociera per l'approdo in città. Resta aperto invece l'ingresso via mare a Venezia tra la località Alberoni e l'isola di Pellestrina, dove avviene il traffico commerciale delle navi da carico dirette alla zona industriale e ai moli di Marghera. A causare la chiusura in particolare sono le forti raffiche di vento, stimate dalla Capitaneria tra i 24 e i 25 nodi, pari a 50 chilometri orari.

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MESTRE - A Mestre, oltre alla preoccupazione per le strade bagnate, fino alla tarda mattinata non si segnalavano problemi particolari. Nel pomeriggio invece il problema principale si è registrato nella località Tarù, dove l'omonimo fiume è straripato verso le 17.30. Grossi problemi quindi in via Gatta, all'altezza del civico 90. La preoccupazione è che se in serata la "piena" a monte dovesse essere importante, l'acqua potrebbe raggiungere velocemente le case circostanti. 

NOALE - Chi invece nel giro di poco più di un'ora ha visto precipitare la situazione è stata la zona tra Noale e Scorzé. Nella città dei Tempesta, infatti, la portata della pioggia ha causato allagamenti in molte strade. Gli uomini della polizia municipale sono stati quindi costretti a chiudere al transito via degli Ongari, via Ronchi e via Cerva. All'elenco, poi, si sono aggiunte anche via Brugnole e la zona vicino all'ospedale. Si tratta di punti che in caso di precipitazioni eccezionali vanno spesso sott'acqua al passaggio della "piena" a monte. Specie via Cerva e via degli Ongari, dove l'idrovora dell'oasi installata un paio d'anni fa sembra comunque funzionare correttamente. Ma l'acqua è semplicemente troppa. Quella strada, infatti, si caratterizza per una sorta di avvalamento che porta quindi la pioggia caduta a convogliarsi in "centro", creando delle maxi pozzanghere.

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SCORZE' - A Scorzé la situazione non è migliore. Anzi, anche in questo caso uomini della polizia municipale e della protezione civile hanno dovuto lavorare alacremente per mantenere sotto controllo la situazione. A finire "sotto" alcune delle arterie stradali principali, come la Castellanza. Impraticabili per lungo tempo alcuni tratti della zona industriale nella frazione di Gardigiano e la località di Cappella. A Rio San Martino problemi per alcuni genitori dell'andare a prendere i figli alla scuola elementare della frazione. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco con i mezzi anfibi. Strade allagate "a sorpresa" in zona: via Onaro, via Gallese, via Dell'Acqua, via Bigolo. Un grosso canale che confluisce nel Dese avrebbe alle 17.30 iniziato a esondare a Cappella di Scorzé.

MUSON DEI SASSI - Sorvegliato speciale dal consorzio di bonifica "Acque Risorgive", come già anticipato nel tardo pomeriggio di mercoledì, il corso del Muson dei Sassi, che attraversa l'area sempre di Noale per poi raggiungere Stigliano di Santa Maria di Sala, Mirano e quindi la Riviera del Brenta. I tecnici del consorzio stanno costantemente monitorando il livello del letto, per evitare esondazioni. Per ora la situazione da questo punto di vista sembrerebbe sotto controllo.

SAN DONA': ALBERO CADE SU UN'AUTO - La paura a San Donà arriva soprattutto per il vento. Verso le 17.30, infatti, sulla provinciale che dalla città porta a Eraclea, all'altezza di villaggio San Luca, il tronco di un albero si è spezzato a causa della violenza delle folate ed è caduto di traverso sulla strada, mettendo in difficoltà la circolazione stradale. Grande paura per una donna sui 40 anni che ha visto volargli addosso l'albero. Fortunatamente la Nissan Qashqai su cui si trovava a bordo è stato colpita solo dalle fronde delll'albero. Danni ingenti al veicolo, ma fortunatamente la malcapitata è uscita illesa dalla disavventura.

LE AREE CIRCOSTANTI E PREVISIONI - Le zone più critiche sono subito apparse via Guizzetti a Casier, alcuni tratti del Terraglio in prossimità dell’argine a destra della Fossa Storta (zona Bacareto) a Mogliano, il centro di Rio San Martino, alcune aree di Noale come via Boscarone, via Ronchi, via Ongari, via dei Tigli. E ancora la zona del fosso di via Bassa a Marcon, l’area Bertoneria tra Scandolara e Sant’Alberto. Problemi anche ad Arsego e Vigodarzere. I sottopassi lungo il Terraglio, a Preganziol e Sambughè sono stati chiusi. Con il passare delle ore e le continue precipitazioni le zone critiche si sono ampliate al Rio Vernise e Rio Tasca in zona Zero Branco e nell’area dello scolo Bombena verso Mogliano, ma soprattutto presso l’impianto idrovoro di Torre dei Burri, a San Giorgio delle Pertiche, andato presto in sofferenza tanto che il Consorzio ha subito previsto il rinforzo con altre pompe mobili. 

AGRICOLTORI IN GINOCCHIO - Secondo la Coldiretti del Veneto “questi per gli agricoltori sono danni immediati che rischiano di mettere in ginocchio un settore che ancora non si è ripreso da quelli della siccità 2012”.

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