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Mancati pagamenti in autostrada per 400 mila euro: "Recupero crediti grazie ai controlli"

“L’accordo sottoscritto con la polizia stradale ci consente di prevenire, perché incide sul comportamento degli utenti e consente di intervenire su chi cerca di non saldare il pedaggio"

Nel 2017 Autovie Venete ha subito un minor incasso di 679 mila 712 euro, a causa dei mancati pagamenti dei pedaggi autostradali, nel 65% dei casi da parte di cittadini di stranieri e nel 35% di italiani. Di questi, ne sono stati recuperati circa un 45%, pari a 306 mila 347 euro, anche grazie alla collaborazione della polizia stradale.

Le azioni

Sono state illustrate oggi, a Trieste dal presidente della concessionaria, Maurizio Castagna, e dal direttore centrale delle specialità della polizia di Stato, Roberto Sgalla, le principali azioni messe in campo da Autovie Venete, per la gestione del traffico sulla A4 e per il recupero dei “mancati pagamenti”. Tutte le attività presentate fanno parte della convenzione fra concessionaria e polizia stradale, appena rinnovata: “Abbiamo introdotto – ha spiegato il presidente Castagna -  nuove modalità di intervento finalizzate proprio a rendere più efficace la sinergia operativa: una diversa organizzazione delle pattuglie consentirà di averne di più a disposizione. Saranno 5 di giorno e 4 di notte (aumentabili nelle giornate di esodo) a cui si aggiungono 8 mezzi degli ausiliari al traffico”.  

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Un software condiviso permetterà al Coa e al Centro Radio Informativo di Autovie di sapere chi, fisicamente è in turno agevolando il contatto diretto con chi si trova su strada. È stata potenziata la Commissione Paritetica Autovie-Polstrada, un tavolo tecnico che si riunisce periodicamente per affrontare nel dettaglio problematiche e necessità di servizio, individuando tempestivamente eventuali correttivi se necessario. È stato rinnovato l’impegno alla fornitura, da parte della concessionaria, di tutti gli strumenti più innovativi e moderni per svolgere l’attività di controllo.

A queste misure si affiancano ulteriori interventi che vanno dal potenziamento della segnaletica e dell’informazione alla riduzione dei tempi di intervento in caso di criticità, all’installazione di autovelox nel tratto interessato dai lavori: attualmente sono 11, di cui 1 in A23, e 10 in A4, cinque per ogni direzione di marcia. Ancora in fase di definizione, la possibilità di contingentamento o laminazione dei mezzi pesanti in particolari situazioni. Uno strumento, questo, che presenta luci e ombre: non bisogna sottovalutare, infatti, che per mantenere un minimo di fluidità il traffico non andrebbe mai bloccato. “Per quanto riguarda, invece, il fenomeno dei mancati pagamenti – ha affermato Castagna – la collaborazione con la polizia stradale, anche in questo caso gestita attraverso un apposito accordo, ci consentirà di intervenire efficacemente su chi cerca di non pagare il pedaggio".

I mancati pagamenti


Il mancato pagamento è un fenomeno che esiste da sempre, perché un utente può perdere il biglietto, scoprire di avere la via card esaurita quando arriva al casello, o accorgersi di non avere soldi nel portamonete. In questo caso, siccome la sbarra non si apre, l’utente schiaccia il bottone rosso che trova posizionato sulla macchinetta dove vanno inseriti biglietto e soldi e si mette in comunicazione con l’operatore, al quale spiega il problema. L’operatore emette un biglietto speciale che si chiama di 'mancato pagamento' e l’utente, con quello, può: andare al centro di assistenza clienti più vicino e saldare, pagare on line dal sito di Autovie Venete, pagare in posta con versamento su conto corrente, o tramite bonifico bancario. 

Se nessuna di queste opportunità viene utilizzata – entro 15 giorni -  la società si occupa di inviare le lettere di sollecito fino ad avvenuto pagamento. In questo contesto ci sono poi i mancati pagamenti che restano tali perché l’utente (guidatore di veicolo leggero o pesante) punta consapevolmente a non corrispondere il pedaggio. “L’accordo sottoscritto con la polizia stradale, che ringrazio per la disponibilità e la collaborazione – è il commento del presidente –  si inserisce nella più ampia convenzione di recente rinnovo, ci consente di ampliare e potenziare l’attività di prevenzione, modalità che è rivelata molto efficace e produttiva, perché incide sul comportamento degli utenti”. 
 

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