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Aggredita e inseguita dal maniaco nel sottopasso: "Ora ho il terrore"

La vittima, badante moldava: "Avevo imboccato il sottopasso a Spinea e lui è venuto verso di me con i pantaloni abbassati. Era un nordafricano". Due mesi fa un'aggressione simile si è registrata a Maerne di Martellago

"D'ora in poi per superare quel sottopasso aspetterò che ci sia qualcuno con me. Ho troppa paura". Comprensibile, visto che nel primo pomeriggio di sabato è stata aggredita e inseguita da un maniaco con la "mercanzia" al vento. Mentre la strada in zona Graspo d'Uva a Spinea era deserta. Nessuno che potesse intervenire, nessuno che potesse bloccare quel malintenzionato che aveva puntato una signora moldava di 50 anni che dopo una passeggiata di un paio d'ore in centro al paese stava tornando a casa in via Mantegna, dove accudisce da ormai una decina d'anni un'anziana.

Per arrivare all'abitazione, però, era necessario superare il sottopasso di via Unità, a due passi dalla sede del comando della polizia municipale. "Avevo appena imboccato la stradina in direzione del Graspo d'Uva quando ho visto arrivare verso di me un giovane di colore, si era tirato giù i pantaloni e si avvicinava - racconta - io mi sono subito voltata e ho iniziato ad allontanarmi. Ero terrorizzata. Lui continuava a seguirmi ma si muoveva lentamente per via dei pantaloni tirati giù che non gli permettevano di camminare bene". La badante cerca qualcuno per chiedere aiuto, ma destino vuole che in quel momento ci fosse il deserto attorno a lei. Solo quel maniaco che la continuava a guardare e a puntare.

"Aveva i capelli neri lunghetti sulla fronte e più corti sulla nuca con un po' di gel - racconta - aveva un giubbotto nero o marrone, non ricordo bene, scarpe da ginnastica bianche e jeans blu. Sembrava di origini nordafricane. Un marocchino". La 50enne d'istinto prende il cellulare in mano e si muove in direzione del Comando della polizia municipale, poco distante. Intanto digita il 112 e chiede aiuto ai carabinieri: "Lui a un certo punto mi ha detto di non guardarlo, perché non sapeva quello che faceva - continua la badante - poi si è tirato su i pantaloni e se n'è andato in direzione del centro di Spinea. Subito dopo sono arrivati i carabinieri. E' stato un grosso spavento. E se al posto mio ci fosse stata una ragazzina? E se le avesse fatto del male? Io questo maledetto sottopasso non lo voglio più oltrepassare da sola. Di solito lo superavo in bicicletta, ma oggi (sabato, ndr) avevo deciso di muovermi a piedi. Ho provato a urlare, ma nessuno si è affacciato alla finestra - conclude - Non potrò dimenticarlo mai".

Inevitabile che la mente vada a quanto accadde esattamente due mesi fa, nei giorni a cavallo di San Valentino. Una donna sui 40 anni denunciò di essere stata aggredita e ferita con una lama da un maniaco di probabili origini magrebine nel sottopasso di Maerne di Martellago. L'aggressore, secondo il racconto della malcapitata su cui insistono le indagini della squadra mobile di Venezia, avrebbe costretto la vittima di turno a inginocchiarsi. Ma mentre l'uomo si accingeva a tirarsi giù la patta dei pantaloni, lei riuscì a scappare. Venendo raggiunta da una lama. In entrambi i casi si tratta di cittadini di origini nordafricane, in entrambi i casi che hanno agito in un sottopassaggio. Il collegamento viene naturale, anche se per il resto è buio pesto.

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