I no global sotto il consolato tedesco: "Fabio e Maria liberi, non hanno commesso reati"

Il sit in, simultaneo a Venezia, Milano e Roma, organizzato dagli attivisti per chiedere la scarcerazione immediata dei due giovani feltrini arrestati allo scorso G20 di Amburgo

"Fabio e Maria liberi subito". È stata una triplice manifestazione quella andata in scena giovedì pomeriggio per chiedere l’immediata scarcerazione di tutti i ragazzi arrestati ad Amburgo in occasione dello scorso G20, il 7 e 8 luglio. Triplice perché gli attivisti dei centri sociali hanno dato vita a sit in simultanei a Venezia, Milano e Roma. Gli attivisti del nordest si sono ritrovati attorno alle 16 sotto il consolato tedesco in laguna, ai Tolentini.

"Bisogna fermare un accanimento giudiziario che sa molto più di vendetta che di giustizia", hanno specificato i centri sociali riuniti. Durante il G20 si è registrata una massiccia partecipazione di cittadini e attivisti, che hanno invaso le strade e i quartieri della città per protestare e impedire il regolare svolgimento del summit. La polizia tedesca, su mandato del governo nazionale, "ha risposto con spropositata violenza di piazza, cui sono seguiti fermi ingiustificati". Il bilancio parla di 300 arresti, di cui 51 confermati. Di questi sono 6 gli italiani, detenuti nel carcere di Billwerder: 2 catanesi, 2 genovesi e 2 feltrini, Fabio Vettorel e Anna Rocco, rispettivamente di 18 e 21 anni.

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I ragazzi sono stati fermati e prelevati in un campeggio considerato abusivo, e accusati di disturbo della quiete pubblica. Il loro fermo, che doveva essere momentaneo si è tramutato invece in fermo incondizionato. A nulla è valsa la richiesta inoltrata dai legali italiani dei due ragazzi feltrini, con il supporto di alcuni parlamentari tedeschi del DieLinke e del legal team di scarcerazione preventiva, che è stata invece respinta. "Ora si dovrà aspettare la fine di agosto, forse i primi di settembre - spiegano gli attivisti - prima che il giudice si pronunci in proposito, nel frattempo rimarranno in carcere anche se il reato, di fatto, non sussiste. Stessa sorte e stesso accanimento politico/giudiziario per gli altri italiani accusati di lancio di oggetti e lesione e attacco alla sovranità dello stato. L’anomalia anche qui sta nel fatto che nessuno degli imputati è stato colto in flagranza di reato ma detenuti solo su presunto riconoscimento postumo degli agenti in servizio. Nessuna prova concreta audio-visiva ne testimonianze altre se non quelle dei poliziotti".

"Come centri sociali del nordest che hanno preso parte alle 4 giornate di Amburgo, riteniamo non solo di dichiarare la nostra solidarietà e complicità con quel movimento che nella cittadina tedesca ha dimostrato forza e coraggio, ma chiediamo a gran voce che venga rispettato in tutta Europa il diritto al dissenso".

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