Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

«Il nostro lavoro in pasto ai cinghiali»: a Venezia la protesta degli agricoltori

Si sono dati appuntamento davanti alla stazione ferroviaria, provenienti da tutto il Veneto. La richiesta dell'associazione: azione immediata per bloccare l'invasione dei cinghiali nel nostro territorio

Una manifestazione per denunciare i danni provocati dai cinghiali alle colture e alle aziende operanti nel settore dell’agricoltura e lanciare un grido di aiuto alle istituzioni per una normativa che arresti il disagio provocato a campagne, borghi e aree periferiche delle grandi città. Gli agricoltori del Veneto, provenienti da tutte e sette le province, si sono dati appuntamento questa mattina a Venezia, nell'area antistante la stazione ferroviaria, per protestare in maniera composta e silenziosa.

Cinghiali in Veneto, le richieste di Coldiretti

Dai vertici di Coldiretti arrivano la richiesta di un'azione immediata per bloccare l'invasione dei cinghiali e la denuncia per la mancata efficacia «dell’operato dei circa 7mila selecontrollori presenti in Veneto contro il proliferare di cinghiali nelle campagne venete». La stima degli agricoltori è di 90mila capi in tutto il territorio regionale, una presenza testimoniata «dalla devastazione dei campi e dalla distruzione dei raccolti e delle produzioni alimentari». Nel territorio veneziano, i cinghiali, per ora, si concentrano nelle zone di Cavallino e della Brussa (Caorle).

Tra le richieste di Coldiretti Veneto c'è quella che Stato e Regioni operino all’unisono, affinché le misure di contenimento e controllo diventino effettivamente efficaci. Passaggio che, secondo gli organizzatori, deve sottostare a «una modifica della legge nazionale, il coordinamento delle azioni sia affidata al prefetto in quanto competente per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza».

Alla manifestazione era presente anche l'assessore ai Rapporti col mondo dell'agricoltura Renato Boraso. «Oltre al danno alle colture, - ha commentato - e quindi la ricaduta economica a danno delle aziende agricole, credo sia giusto anche sottolineare il danno provocato alle persone da questa specie di fauna selvatica. C’è anche chi ha perso la vita. È necessario intervenire al più presto - ha concluso - iniziando dal rendere il cinghiale una specie cacciabile. Ma non bisogna dimenticare che ci sono tante altre specie che stanno invadendo il territorio e distruggendo le nostre aziende agricole».

«È tempo che la politica decida e agisca, - ha detto oggi alla manifestazione Francesca Zottis, consigliera regionale del Pd - perché la crescita incontrollata dei cinghiali è un’emergenza nazionale, visti i pesanti danni ad agricoltura e zootecnica, oltre 200 milioni in quattro anni, oltre a numerosi incidenti stradali, anche mortali. E proprio gli operatori del settore devono assumere un ruolo centrale nelle politiche di contenimento». «Sorprende la presenza di Zaia al flash mob di Coldiretti contro la proliferazione dei cinghiali: - ha quindi aggiunto il suo collega Andrea Zanoni - se alcune aree del Veneto sono invase, con danni all’agricoltura sotto gli occhi di tutti, le responsabilità sono anche e soprattutto della Regione che ha sempre dato carta bianca ai cacciatori e non ha mai combattuto i ripopolamenti abusivi di questa specie. Gli ungulati immessi nel nostro territorio per scopo venatorio non sono di origine italiana, ma del centro Europa: hanno una stazza superiore e si riproducono più velocemente, con conseguenze deleterie».

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

«Il nostro lavoro in pasto ai cinghiali»: a Venezia la protesta degli agricoltori

VeneziaToday è in caricamento