Cronaca Castello / Arsenale

«L'Arsenale ai cittadini». Manifestazione a piedi e in barca davanti al monumento

Appelli e proposte di comitati e politici per mantenere pubblici, attivi e accessibili gli spazi delle 7 tese che con un protocollo passerebbero alla Marina militare e alla Biennale

«Questo protocollo per i cittadini è peggiorativo, non restituisce nulla alla comunità del bene pubblico che ha ereditato». Decine gli attivisti davanti all'Arsenale domenica mattina, di tutti i comitati e le associazioni che hanno aderito alla mobilitazione del Forum Futuro Arsenale contro la restituzione alla Marina militare e alla Biennale quasi 2 ettari di edifici storici di proprietà del Comune. «Così si rinuncia a gestire tutto l’Arsenale sud, mentre quasi la metà a nord resta in concessione al ministero delle Infrastrutture e al Consorzio Venezia Nuova per il Mose», argomenta il Forum. «Non vogliamo mandare via Biennale e Marina militare, ma pensiamo a crerare spazi per i veneziani, per il recupero delle imbarcazioni storiche, delle arti e dei mestieri tradizionali», afferma l'associazione Arzanà di Cannaregio. 

Nel 2012 lo Stato ha restituito l’Arsenale alla città di Venezia. «Un passaggio che avrebbe dovuto rappresentare l’inizio di un progetto di vasto respiro, sia sul piano del recupero fisico che di quello funzionale e sociale, per fare dell’Arsenale il luogo del rilancio della città storica dopo due secoli di occupazione militare - sostengono i comitati - Ma il Comune non ha mai presentato un’ipotesi di rigenerazione e gestione del complesso ricevuto, oltre 27 ettari. Ha delegato ogni scelta di utilizzo alla Biennale, al ministero delle Infrastrutture e al Consorzio Venezia Nuova. Il Protocollo d'intesa con i ministeri della Difesa e della Cultura, in approvazione in questi giorni tramite il Consiglio comunale, è un ulteriore e conclusivo atto di questo processo di abbandono. Serve aprire un dibattito con la città, realizzare un progetto partecipato che coinvolga cittadini e istituzioni».

Mobilitazione a Castello

Le proposte c'erano, secondo gli attivisti. «Quelle del Forum sono state messe in un cassetto e mai più prese in considerazione. Neppure la convenzione del commissario straordinario del 2015 (l'attuale prefetto Vittorio Zappalorto) che dava la possibilità ai cittadini di accedere al monumento per visitarlo. Non si è più lavorato all'idea di portare la cantieristica nelle zone dei bacini di carenaggio. È ora di riconsiderare una sinergia con la città per rendere funzionale l'Arsenale, a partire da progetti come il Museo del mare». La Municipalità di Venezia ha licenziato una mozione che accoglie queste richieste. «Il problema è che il Comune di Venezia non c'è più per le grandi questioni sull'acqua e sulla terraferma», afferma il presidente della Municipalità Marco Borghi.

«La mobilitazione dal basso mostra come l'iniziativa sugli spazi pubblici e liberi parta molto spesso dalla città: lo dimostra la corposa partecipazione a questa iniziativa», dice il consigliere comunale Giovanni Andrea Martini (Tutta la città insieme!). Il parlamentare Nicola Pellicani interviene parlando dell'Arsenale come di «un'area strategica, il futuro di Venezia, che una legge dello Stato impedisce di trasferire ad altri enti. Il protocollo è illegittimo - commenta il deputato dem - non è possibile regalare alla Marina militare 7 tese. Va fatta una battaglia, c'è un danno erariale se il Comune cede spazi che appartengono ai cittadini». La senatrice Orietta Vanin (M5S) invita a prendere posizione nei confronti dei ministeri. «La città deve avere accesso a tutte le vie e gli spazi della Biennale. Responsabile di questo protocollo non è solo il sindaco Brugnaro ma anche i parlamentari».

«Abbiamo inviato una lettera ai ministri contro questa intesa inaccettabile. La battaglia deve ripartire da oggi - afferma la segretaria del Partito Democratico di Venezia, Monica Sambo -. È bello vedere questa partecipazione come non si vedeva da tempo. Se vogliamo dare un futuro a Venezia non possiamo svendere aree della città dove si può creare occupazione e ci possono essere delle opportunità per i giovani». Qualche attivista chiede all'onorevole Pellicani di prendere posizione contro le decisioni dei ministri del suo partito, Dario Franceschini (Cultura) e Lorenzo Guerini (Difesa).

«La volontà già espressa dai cittadini va rispettata a partire dai progetti sul compendio comunale sviluppati in questi anni dalla società Arsenale spa, dall’Ufficio Arsenale, dal Forum Futuro Arsenale e altri che sono stati o che verranno democraticamente coinvolti - continuano le associazioni - Chiediamo al sindaco e ai ministri di non procedere alla firma del protocollo proposto. Al ministro della Difesa diciamo di rispettare quanto è stabilito dalla legge restituendo alla città gli spazi in uso temporaneo, oggi inutilizzati. E al ministro della Cultura di sostenere attività produttive e non solo espositive all’interno dell’Arsenale, alla Biennale, dialogando con la città per lo sviluppo di attività non solo temporanee». Tanti a piedi e in barca davanti all’entrata dell’Arsenale, in campo delle Tana, alle 10 di domenica «L’Arsenale - conclude Sambo - potrebbe perfino ospitare la sede del Centro studi sui cambiamenti climatici promosso negli scorsi anni dal centrosinistra in Parlamento». Il Partito Democratico di Venezia ha inviato una lettera ai ministri per fermare il protocollo.

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